Incolore, inodore, e invisibile: il radon è un gas naturale radioattivo che proviene dal sottosuolo, generato dal decadimento dell’uranio contenuto nelle rocce. Non si vede, non si sente, ma può accumularsi negli ambienti chiusi, soprattutto nei piani interrati, cantine e garage. Ed è proprio la sua invisibilità a renderlo insidioso: secondo gli studi, è la seconda causa di tumore ai polmoni in Italia dopo il fumo.
Ma quanto dobbiamo preoccuparci? E cosa si sta facendo in Liguria? “Niente allarmismi – chiarisce subito Alessandro Scarpati, presidente dell’Ordine dei Geologi della Liguria –. I livelli di radon nella nostra regione non sono alti, ma è giusto parlarne e fare prevenzione”.
Dove si trova e perché in Liguria si monitora
Il radon tende a risalire dal terreno e a concentrarsi negli spazi chiusi. La sua presenza dipende molto dal tipo di roccia: alcune, dette radon-geniche, ne rilasciano di più. “In Liguria – spiega Scarpati –, la provincia di Savona è quella più attenzionata, per la presenza di rocce che favoriscono l’emissione di gas”.
Secondo un rapporto illustrato da ARPAL e DISTAV-UNIGE riguardante il Piano di monitoraggio gas Radon indoor 2019-2020, i Comuni del Savonese con indici più alti sono: Magliolo, Vezzi Portio, Zuccarello, Rialto, Vado Ligure, Tovo San Giacomo, Bergeggi, Bormida, Murialdo, Mallare, Quiliano, Millesimo, Giustenice, Osiglia, Orco Feglino, Borgio Verezzi, Stella, Calizzano, Albissola Superiore, Pallare, Ceriale, Calice Ligure, Alassio, Cisano sul Neva, Altare.
Nel 2021 la Regione ha approvato una delibera per il monitoraggio, ma il percorso è ancora in corso. “Le misurazioni sono state fatte, si dovrebbe poi proseguite con una fase di divulgazione pubblica dei risultati e di sensibilizzazione dei cittadini”.
Prevenzione e misure nelle case
Il radon si disperde facilmente all’aperto. I rischi aumentano solo se si accumula in spazi chiusi e non ventilati. “La prima regola è arieggiare regolarmente i locali – consiglia Scarpati –. E, naturalmente, non fumare, perché la combinazione fumo e radon è provato sia particolarmente nociva”.
Quando si sospettano concentrazioni elevate, si possono eseguire misurazioni specifiche. “Ci sono rilevatori passivi che si tengono in casa per sei mesi o un anno, per ottenere dati affidabili, oppure strumenti più rapidi per una prima verifica”, spiega il geologo. Se dai controlli emergono valori alti, si possono effettuare interventi edilizi di risanamento, che migliorano la ventilazione o isolano le zone di contatto con il terreno. In alcune regioni italiane, come Lombardia e Campania, è già obbligatorio prevedere misure anti-radon nei nuovi edifici.
Conoscere per prevenire
Il vero nodo, secondo Scarpati, è la mancanza di informazione: “Molte persone non sanno neppure cosa sia il radon. Noi geologi vorremmo promuovere campagne insieme all’Ordine dei Medici per spiegare, con parole semplici, di cosa si tratta e come comportarsi”.
Un’informazione chiara e continua, dunque, senza creare panico. “Il radon in Liguria non rappresenta un’emergenza, ribadisco che i valori non sono alti, ma va gestito con consapevolezza – conclude Scarpati –. Sapere che esiste e conoscere le buone pratiche di prevenzione è il modo migliore per tutelare la salute, senza paura e con buon senso”.














