“L’accentramento decisionale può produrre una riduzione della prossimità e dell’accessibilità dei servizi nelle aree periferiche e montane, aggravando condizioni già critiche – si legge nell’Odg –. La riforma non definisce meccanismi chiari per garantire un equilibrio tra uniformità regionale e specificità locali, né prevede indicatori territoriali di performance utili a monitorare l’impatto delle nuove strutture organizzative”. Sono alcune delle motivazioni per le quali la maggioranza del Comune di Savona, con un ordine del giorno firmato anche dai 5 Stelle, chiede che venga sospesa la riforma sanitaria a cui sta lavorando la Regione.
“I sindaci devono poter esercitare un ruolo effettivo e non meramente formale nella governance sanitaria – prosegue l’Odg –. Il ruolo costituzionale e istituzionale dei sindaci, quali responsabili della salute e della sicurezza delle loro comunità, rende necessario assicurare loro strumenti adeguati di partecipazione alle decisioni sociosanitarie, in particolare in processi di riforma che incidono sulla programmazione territoriale”.
L’Odg impegna la giunta di Palazzo Sisto a chiedere a quella regionale una serie di azioni come, ad esempio, un’analisi completa dello stato di salute e dei bisogni di salute dei liguri; la revisione del disegno di legge in oggetto affinché sia garantita la rappresentanza sostanziale dei Comuni e il rafforzamento dei poteri della Conferenza dei Sindaci; a sollecitare inoltre l’introduzione di specifiche garanzie di prossimità territoriale.
Il consigliere Fabio Orsi ha sollevato considerazioni sul metodo e sul merito della presentazione dell’Odg: “Un Odg politico e non di sostegno territoriale – ha detto Orsi –. Quante volte in Comune si è atteso venendo incontro a una richiesta che magari l’opposizione faceva per partito preso ma che chiedevano di attendere e valutare meglio. Ma non è mai stato fatto. È un po’ troppo comodo quando si è dalla parte di chi non comanda dire ‘fermati, analizza, verifica’, e dalla parte di chi comanda dire ‘abbiamo ragione, si parte, è da fare’. Nel merito è privo di consistenza perché si chiedono interventi senza indicarne uno solo”.
Diversi gli interventi dei consiglieri di maggioranza: “Un mero accentramento amministrativo – ha detto Carla Ferone (Patto per Savona)–. Il risparmio fatto sulla pelle delle persone”.
“Molti sindaci hanno lamentato che ci sia stato coinvolgimento zero dei territori – spiega l’assessore al Sociale Riccardo Viaggi –. Un percorso di modifica significativa di questa legge in 20-30 giorni credo sia una cosa non accettabile”. “Una manovra blindata e senza confronto con i Comuni. I Comuni hanno competenze in materia di salute dei cittadini – ha aggiunto il sindaco Marco Russo –: hanno competenza sui bisogni che richiedono i servizi territoriali, hanno competenze sociali. È incredibile che si ipotizzi una riforma senza prevedere un momento di confronto”.














