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Attualità | 07 gennaio 2026, 20:17

Costa Crociere condannata a risarcire una passeggera che si era ferita su una nave

Dopo due cadute all'Aquapark e scivoli dell’imbarcazione, il giudice riconosce il danno per la vacanza rovinata

Costa Crociere condannata a risarcire una passeggera che si era ferita su una nave

Costa Crociere dovrà risarcire con 1.500 euro una passeggera che si era ferita cadendo per ben due volte mentre utilizzava i giochi acquatici di una nave della società. Lo rende noto il Codacons, che diffonde la decisione del giudice di pace di Roma con la quale sono state accolte le richieste della sfortunata vacanziera.

I fatti risalgono all'agosto del 2021 quando C.A., queste le iniziali della passeggera, si imbarca con la famiglia a Civitavecchia sulla Costa Smeralda che avrebbe toccato diverse tappe tra cui Savona, Marsiglia, Barcellona e Palma de Maiorca - ricostruisce il Codacons - Durante il primo giorno di viaggio la donna si reca presso l’acquapark della nave dove cade rovinosamente a terra a causa della pavimentazione estremamente scivolosa dell’area piscina, riportando dolore al ginocchio e alla caviglia sinistra che le comportava una limitata locomozione dentro e fuori la nave.

I problemi proseguono il 15 agosto 2021 quando la passeggera, sempre presso l’area acquapark della nave, riporta un trauma facciale dopo aver sbattuto il viso su uno scivolo, a causa della contemporanea presenza sull’attrazione acquatica di altri utilizzatori e l'assenza di adeguata vigilanza da parte del personale della nave. La passeggera riporta in particolare un grande ematoma al volto nonché disturbi e fastidi (mal di testa, dolore a occhio e volto, dolore al ginocchio, gamba e caviglia sinistra) per molti giorni successivi all’accaduto, che pregiudicano l'intera vacanza in crociera. Tornata a Roma decide di intentare causa dinanzi al Giudice di pace di Roma per inadempimento contrattuale, considerato che Costa Crociere avrebbe dovuto fornire "sicurezza del viaggio" con l’osservanza di tutte le cautele possibili per proteggere l’incolumità dei turisti passeggeri.

Il giudice Simonetta Masina ha dato pienamente ragione alla passeggera, con una sentenza dove condanna Costa Crociere a risarcire la donna con 1.500 euro per danno da vacanza rovinata e a rifondere le spese di giudizio quantificate in 1.000 euro.

Nella decisione del giudice si legge: "Dall’istruttoria espletata è emerso quindi con sufficiente certezza l’inadempimento  contrattuale della convenuta COSTA CROCIERE S.p.a . […] In diritto, trova applicazione nella presente fattispecie la direttiva del Consiglio CEE del 13 giugno 1990 n. 314 concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti “tutto compreso” e la possibilità che il consumatore in caso di vacanza rovinata ottenga il risarcimento del danno, nei limiti della differenza tra le prestazioni previste e quelle fornite [...] Si richiama altresì, sempre in punto di diritto, la sentenza della Corte di Giustizia UE sezione VI 12.03.2002 n° C-168/00 secondo cui l’art. 5 della direttiva del Consiglio CEE 13 giugno 1990 n. 314, concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti 'tutto compreso', deve essere interpretato nel senso che il consumatore ha diritto al risarcimento del danno morale derivante dall’inadempimento o dalla cattiva esecuzione delle prestazioni fornite in occasione di un viaggio appunto 'tutto compreso'".

Redazione

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