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Politica | 15 gennaio 2026, 15:56

Classificazione dei Comuni montani, Isetta: "La montagna non è una semplice misura altimetrica, a rischio le politiche pubbliche"

Il sindaco di Quiliano: "Si rischia di perdere di vista gli elementi di fragilità, territoriali e sociali, che caratterizzano i territori e costituiscono l'essenza stessa della montanità"

Classificazione dei Comuni montani, Isetta: "La montagna non è una semplice misura altimetrica, a rischio le politiche pubbliche"

E' un duro monito con l'intento di addivenire, almeno a livello provinciale se non superiore, a "una valutazione condivisa e una posizione comune a tutela di tutti i territori coinvolti", quello che il sindaco di Quiliano Nicola Isetta lancia nella sua nota circa la Legge n. 131 del 12 settembre 2025 che andrebbe a ridefinire i criteri secondo cui i Comuni verrebbero definiti montani. Questo con una serie di conseguenze a cascata che il primo cittadino denuncia quali figlie di un approccio normativo che rischia di penalizzare pesantemente le aree interne liguri attraverso criteri di classificazione giudicati puramente tecnocratici.

Secondo Isetta, anzitutto, il provvedimento è stato calato dall'alto senza alcun coinvolgimento degli amministratori locali: “Tale impostazione, che assimila meccanicamente realtà alpine, prealpine e appenniniche, ignora deliberatamente le differenze storiche, sociali, economiche e infrastrutturali che caratterizzano i territori e che costituiscono l’essenza stessa della montanità”. Dietro a questi parametri matematici ci sarebbe infatti il rischio concreto di “ridurre drasticamente il numero dei Comuni montani oggi riconosciuti, con un evidente ridimensionamento delle politiche pubbliche a sostegno delle aree interne”, trasformando una realtà complessa in una mera questione di altitudine e pendenza.

“La montanità non può essere ridotta a una formula matematica. Essa è il risultato di condizioni strutturali complesse: isolamento geografico, fragilità idrogeologica, microclimi penalizzanti, carenza di servizi essenziali”, spiega Isetta, ricordando come il Comune abbia già subito in passato la soppressione della Comunità montana e non possa accettare oggi una ulteriore penalizzazione che non riconosca la realtà storica e ambientale del territorio. 

Emblematico sarebbe proprio il caso di Quiliano, il cui territorio ha peculiarità geografiche uniche e molto variegate: si spazia infatti da frazioni vicine al mare come Valleggia fino all'interno coi mille metri circa del Monte Alto o la storica cerniera tra Alpi e Appennini del valico di Cadibona. Territori interi che con le relative borgate, dalle "evidenti caratteristiche montane (Montagna, Roviasca, Pomo, Faia, Quilianetto, Garzi e Cadibona, ndr), vivono quotidianamente le difficoltà tipiche delle aree interne" quali fragilità idrogeologica e isolamento geografico, condizioni ignorate dalla nuova normativa.

La Liguria stessa "per conformazione geografica e per storia insediativa, rappresenta un caso emblematico di territorio che non può essere ricondotto a criteri rigidi e standardizzati". Servirebbe semmai, per Isetta, un'analisi "per macro - aree omogenee" e non con un "approccio rigidamente tecnocratico" dal quale si intravede l'intento di "un evidente ridimensionamento delle politiche pubbliche a sostegno delle aree interne" col taglio di risorse destinate a questi Comuni, per lo più non molto capienti in quanto a risorse economiche. 

L'allarme del sindaco riguarda quindi soprattutto il futuro dei servizi e delle agevolazioni fiscali: “Affermare che ‘non cambierà nulla’ è una semplificazione che non trova riscontro nella concreta esperienza amministrativa. Le conseguenze saranno reali e immediate: riduzione delle risorse, indebolimento dei servizi, aumento delle disparità”

Per queste ragioni, il sindaco di Quiliano chiede formalmente la convocazione di un’Assemblea dei Sindaci per elaborare una posizione unitaria. “Se vi è una reale volontà di tutelare la montagna ligure, occorre riconoscere con onestà istituzionale l’inadeguatezza di una Legge che non restituisce una fotografia fedele dei territori”, conclude.

Mattia Pastorino

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