Un viaggio nella storia millenaria di Napoli attraverso le sue canzoni più celebri, intrecciando mito, memoria e sentimento. È questo il cuore de “Il Canto di Napoli”, lo spettacolo ideato e interpretato da Rita Di Somma, che domenica 15 febbraio alle ore 16 approderà all’Auditorium “De Stefanis” di Finalborgo. L’ingresso sarà a offerta libera.
Bibliotecaria, già Direttrice della Biblioteca Civica e Responsabile del Settore Cultura del Comune di Pietra Ligure, Rita Di Somma ha sempre coltivato la musica e il canto con passione. Nata a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, vive in Liguria dal 1992, scelta maturata — come racconta — in un momento di profonda ribellione personale. Oggi, in pensione, ha trasformato quel legame mai reciso con la sua terra d’origine in un progetto artistico e culturale di ampio respiro.
"La mia passione per la musica e il canto, che coltivo fin da bambina - spiega - mi ha permesso di omaggiare Napoli cantando l’amore e raccontando un po’ della sua storia".
Lo spettacolo nasce dall’omonimo progetto dedicato alla storia di Napoli e della canzone napoletana, un genere unico al mondo. "Napoli è l’unica città al mondo legata a un genere musicale", sottolinea l’artista. Ed è proprio questa unicità a costituire il filo conduttore della narrazione.
"Secondo il mito, 'fondatrice' della città e della stessa canzone napoletana fu la sirena Partenope, che cercò invano di ammaliare Ulisse con il suo canto. Ispirandomi proprio a quel mito ho voluto intitolare questa mia performance 'Il Canto di Napoli'. Non a caso l’aggettivo 'partenopeo' indica tutto ciò che è napoletano", sottolinea Di Somma.
In scena, il racconto attraversa secoli di storia, dalle “preorigini” fino alla cosiddetta “canzone nobile d’autore”, passando per i “Canti delle lavandaie del Vomero”, le villanelle e i grandi classici entrati nell’immaginario collettivo: "Numerosi sono gli avvenimenti e i piccoli episodi che accompagnano la nascita e lo sviluppo della canzone napoletana, strettamente legata alla storia della città. Scorrendo le varie epoche si comprende come l’ispirazione si alimenti o si inaridisca a seconda del momento storico con cui deve confrontarsi".
La narrazione, arricchita dalla proiezione di immagini d’epoca e curiosità storiche, è intervallata dall’esecuzione di quindici brani simbolo della tradizione: da Fenesta vascia alla versione napoletana di Santa Lucia, da Era de maggio a Te voglio bene assaje, da I’ te vurria vasà a Torna a Surriento, passando per Reginella, Anema e core, Dicitincell vuje, ’O surdato ’nnammurato e Tu vuo’ fa’ l’americano. Non mancano incursioni nelle villanelle come Ricciulina e omaggi più recenti a Pino Daniele con Napul è e a Enzo Gragnaniello e Roberto Murolo con Cu’ mme.
Rita Di Somma sul palco sarà affiancata dal Maestro Martino Corso al pianoforte e dal polistrumentista Antonello Ravera alla fisarmonica e al sax soprano
Lo spettacolo ha debuttato il 9 maggio 2025 al Teatro “Gassman” di Borgio Verezzi, ottenendo il patrocinio del Comune di Napoli e l’autorizzazione all’utilizzo del logo ufficiale per le celebrazioni dei 2500 anni dalla fondazione della città.















