Una sala della SOMS Abba gremita, a Cairo Montenotte, con oltre cento persone ad assistere alla presentazione della proposta di legge sull’economia circolare, sostenuta da tutti i gruppi di centrosinistra in consiglio regionale. Un momento di confronto politico e programmatico sulla gestione dei rifiuti e sul futuro di territori come la Val Bormida.
A introdurre la serata, moderata dalla giornalista Elena Romanato, sono stati i principali esponenti della coalizione: dal leader del centrosinistra ligure Andrea Orlando ai capigruppo regionali Selena Candia, Stefano Giordano e Gianni Pastorino, insieme ai consiglieri Roberto Arboscello e Jan Casella. Un’iniziativa che non si è limitata alla critica del progetto dell’inceneritore, ma ha voluto mettere sul tavolo una proposta alternativa, presentata come modello di sviluppo sostenibile capace di coniugare ambiente, lavoro e innovazione.
“La nostra coalizione si propone come forza di governo e siamo qui per dimostrare quali sono le alternative all’inceneritore e come si possono portare avanti concretamente”, ha esordito Selena Candia, ideatrice della proposta di legge sull’economia circolare.
“Siamo in un momento di grande trasformazione: è un momento di crisi climatica, economica, occupazionale, con tensioni geopolitiche sempre più forti per raggiungere risorse e materie prime. Serve un modello diverso e l’economia circolare dà le risposte corrette a queste domande. La nostra legge può dare una risposta sia alla gestione dei rifiuti sia alla crisi economica e lavorativa: può creare posti di lavoro, attraverso le moderne tecnologie legate al recupero degli oggetti e al riciclaggio avanzato, e fornire ai giovani l’opportunità di restare in Liguria. Abbiamo predisposto una serie di strategie per aumentare la percentuale di raccolta differenziata e per ridurre la massa di rifiuto indifferenziato attraverso appositi impianti. Se la Liguria raggiungesse il 70 per cento di differenziata, come avviene già in Veneto, a quel punto l’inceneritore sarebbe superfluo”, ha ricordato Candia, prima di illustrare il disegno di legge.
“Tra i punti fondamentali della nostra proposta c’è la partecipazione, perché la gente va coinvolta nei percorsi di cambiamento: puntiamo a creare forum di confronto con cittadini, imprese e associazioni. Due passaggi fondamentali riguardano la prevenzione e la pianificazione, attraverso la creazione di centri per la riparazione, il recupero e il riuso. La condivisione degli oggetti, con una sorta di ‘biblioteca delle cose’, può consentire di prendere in prestito gli articoli che usiamo più raramente o solo in determinati momenti della vita, pensiamo agli oggetti per prima infanzia o agli utensili. Un altro punto chiave sarà il sostegno a modelli di produzione che generino sempre meno scarti. Grande attenzione sarà data al recupero delle materie prime più rare, come quelle contenute dentro ai cellulari”, ha spiegato la capogruppo regionale di AVS.
“Per mettere in pratica questo scenario, la Regione avrà un ruolo attivo e decisivo nella formazione professionale, attraverso corsi formativi specializzati che daranno opportunità di crescita e apprendimento ai giovani e ai lavoratori. L’obiettivo, ambizioso e realistico, è quello di trattenere i giovani che fanno ricerca. Per finanziare questo progetto di economia circolare, la Liguria potrà accedere a canali di finanziamento che adesso finiscono a regioni più virtuose. L’Inceneritore non porta risorse economiche per lo sviluppo del territorio, ma crea solo un rapporto di oltre 30 anni con un’azienda privata che ottiene utili esorbitanti. La nostra è una visione di lungo periodo, coraggiosa e totalmente opposta rispetto a quella del centrodestra al governo”, ha sottolineato Selena Candia.
“La Val Bormida merita un modello di sviluppo alternativo rispetto al passato - ha detto Jan Casella -. Abbiamo deciso di venire a Cairo per dire no all’inceneritore in Liguria e perché abbiamo una visione della società in cui la salute delle persone e la tutela dell’ambiente siano prioritarie. La Val Bormida può diventare il simbolo di una lotta contro l’inquinamento che si trasforma nella costruzione di un nuovo modello di sviluppo: più giusto, più moderno, più sostenibile”.
“Le nostre azioni in Regione contro l’inceneritore sono scaturite dalla collaborazione e dall’ascolto dei cittadini e dei comitati. Il nostro disegno di legge unisce le battaglie che stiamo facendo sui territori, in particolare in Val Bormida, con un’iniziativa propositiva. Riteniamo necessario affiancare alle lotte una proposta di sviluppo alternativo, di cui questa terra ha assolutamente bisogno. Siamo convinti di questo percorso e vogliamo concretizzarlo: quando arriveremo al governo della Regione, metteremo in pratica la nostra legge sull’economia circolare”, ha assicurato il consigliere regionale di AVS.
“Desideriamo rivolgere un ringraziamento ai sindaci, ai consiglieri provinciali e ai consiglieri comunali che stanno sostenendo la nostra mobilitazione contro l’inceneritore, con un pensiero particolare a Giorgia Ferrari e Alberto Poggio, per l’impegno costante che stanno dimostrando a Cairo dai banchi dell’opposizione. Solo una forte mobilitazione collettiva dei cittadini potrà fermare davvero l’inceneritore. L’esempio da seguire è la battaglia contro il rigassificatore, dove si è raggiunto il risultato grazie allo sforzo congiunto di comitati, cittadini, amministratori locali, sindacati, categorie imprenditoriali e classe politica”, ha concluso Casella.

















