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Attualità | 11 febbraio 2026, 12:15

Inceneritore, il fronte comune delle opposizioni in Regione: "Non serve alla Liguria". Illustrata la proposta di legge sull'economia circolare

A dieci giorni dalla scadenza della manifestazione d’interesse per il termovalorizzatore, confronto pubblico a Cairo. Nel mirino costi e impatti dell’impianto, mentre prende forma la controproposta della minoranza regionale

Non è una semplice questione di localizzazione, se Bragno o Scarpino. L'inceneritore in Liguria non serve e avrebbe troppi costi economici, sociali e ambientali, mentre esiste un'alternativa. È quanto emerso dall'affollato incontro di ieri sera alla Sms di Cairo: “Perché l'inceneritore non serve. Liguria circolare”, organizzato dai gruppi consiliari in Regione Avs, 5 Stelle, Lista Orlando e Pd.

All'incontro hanno partecipato Jan Casella e Selena Candia (Avs), l'ex ministro dell'Ambiente Andrea Orlando e Roberto Arboscello (Pd),  Stefano Giordano (5 Stelle) e Gianni Pastorino (Lista Orlando) che hanno ribadito compatti il no all'impianto sul territorio ligure.

L'incontro di presentazione della proposta di legge sull'economia circolare, che vede uniti i gruppi di minoranza in Regione, è arrivato in un momento particolare, a una decina di giorni dal 21 febbraio, data in cui si saprà quante e quali sono le società che hanno partecipato alla manifestazione d'interesse. Si tratterebbe di Acea, Iren ed Ecoeridania e tutte avrebbero indicato come area quella di Bragno. Inoltre è stato nominato da poco il direttore dell'Agenzia regionale dei rifiuti che dovrà occuparsi dell'iter.

Numerosi i cittadini e i rappresentanti dei comitati, oltre ad alcuni dei 19 amministratori locali della Val Bormida che hanno firmato la lettera contro la realizzazione dell'inceneritore. A questa ipotesi i gruppi consiliari di minoranza rispondono con una controproposta, appunto la proposta di legge sull'economia circolare, che sarà depositata prossimamente, dopo averla presentata e confrontata con i territori.

“Disposizioni per la promozione dell’economia circolare integrata con l’adattamento climatico in Liguria” è una proposta di legge che intende dotare la Regione Liguria di un quadro normativo organico per promuovere un modello di sviluppo fondato sull’economia circolare, integrata con le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici.

Tra gli obiettivi ci sono: prevenzione dei rifiuti, riuso e riciclo; uso efficiente delle risorse naturali; sviluppo di modelli produttivi circolari; sostegno alla ricerca e alla formazione; partecipazione attiva di enti locali, imprese e cittadini.

Tra gli organismi previsti ci sono una Cabina di Regia regionale, ovvero un organo interdipartimentale presieduto dal Presidente della Regione, con funzione di coordinamento strategico; un Forum regionale per l’economia circolare, che si pone come sede permanente di confronto tra istituzioni, imprese, università, parti sociali e società civile; è previsto poi un Osservatorio regionale presso Arpal, cioè una struttura tecnica di monitoraggio, con supporto scientifico. Sono previsti anche strumenti di consultazione pubblica e partecipazione digitale.

Per quanto riguarda gli strumenti finanziari per l'attuazione della legge, è previsto un utilizzo coordinato di fondi europei e nazionali, l'istituzione del Fondo Strategico Regionale con criteri premiali per progetti circolari, digitali e innovativi e incentivi per imprese ed enti locali.

Inevitabile che la discussione passasse poi all'impianto di incenerimento dei rifiuti che sta accendendo il dibattito in Val Bormida, con l'intervento dei comitati, degli amministratori locali e dei cittadini che hanno ribadito il proprio no all'impianto sul territorio valbormidese.

Elena Romanato

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