Il gruppo consiliare di minoranza “Uniti per Albisola”, composto dalla capogruppo Stefania Scarone e dai consiglieri Luca Proto, Serena Cello e Piero Corona, esprime la propria ferma contrarietà all’istituzione della figura del presidente del Consiglio comunale di Albisola Superiore, una carica mai esistita prima nel Comune, approvata lunedì 9 febbraio in Consiglio comunale tramite la modifica dello Statuto (leggi QUI).
"Quello a cui abbiamo assistito è stato un vero e proprio colpo di mano istituzionale - commentano dall'opposizione - Non solo si introduce una nuova poltrona con decorrenza immediata, in pieno mandato elettorale e dopo che i cittadini hanno votato su tutt'altre basi, ma lo si fa calpestando ogni regola democratica di confronto e dialogo".
"La vicenda assume contorni ancora più gravi quando si analizza come si è svolto il dibattito in aula. Abbiamo presentato due emendamenti alla proposta della maggioranza, uno verteva sulle modalità di elezione che costituiscono regole fondamentali e pertanto dovrebbero essere inserite nello Statuto, che rappresenta la fonte del diritto più importante per un ente locale e l’altro istituiva il Vicepresidente in seno alla minoranza per un equilibrio di poteri come accade negli altri comuni dove è stata introdotta la figura del Presidente. Emendamenti che il Sindaco Garbarini non ci ha fatto né leggere né argomentare denuncia la capogruppo Stefania Scarone - Sono stati bocciati senza discussione, senza approfondimento".
"Un metodo, quello adottato dalla maggioranza, che trasforma il Consiglio comunale in una semplice formalità, dove il confronto democratico è soppresso e dove anche i consiglieri di maggioranza votano bendati, basandosi unicamente sul volere del sindaco. È questo il modello di democrazia che la maggioranza vuole imporre ad Albisola Superiore? - si chiedono i consiglieri Proto, Cello e Corona - Un Consiglio dove non si leggono gli emendamenti, dove non si discute nel merito, dove si alza la mano su comando?".
"Ma l'atteggiamento di chiusura e di esclusione della maggioranza non si manifesta solo in Consiglio Comunale. La minoranza non viene quasi mai invitata alle manifestazioni istituzionali del Comune - denunciano da Uniti per Albisola - Un ultimo caso indecente è stato quello della recente visita del Console argentino, evento di rilevanza istituzionale dal quale siamo stati completamente esclusi. Come se la minoranza consiliare non facesse parte delle istituzioni democratiche di questo Comune. Un atteggiamento che tradisce una concezione proprietaria delle istituzioni, dove la maggioranza si comporta come se il Comune fosse un feudo personale e non un bene di tutta la comunità, rappresentata da tutti i cittadini comprese opposizioni democraticamente elette".
Nel merito, Uniti per Albisola ribadisce che "l'istituzione del Presidente del Consiglio comunale è del tutto superflua per un Comune delle dimensioni di Albisola Superiore. Le funzioni di direzione dei lavori consiliari sono sempre state svolte dal sindaco e non esiste alcuna motivazione oggettiva che giustifichi oggi la creazione di questa nuova carica, che ribadiamo essere di garanzia e non di Governo. Parliamo di 5.000 euro lordi all'anno, quindi più di 15000 euro nel corso del mandato, che potevano essere investiti in servizi reali per i cittadini - sottolineano i consiglieri - Invece verranno spesi per alimentare una logica di spartizione politica".
"Se questa figura era davvero necessaria, perché non è stata proposta nella scorsa tornata elettorale, prima della riduzione del numero dei consiglieri?", incalzano dalla minoranza. "La risposta è semplice: perché si tratta di un'operazione di sistemazione politica, non di una necessità istituzionale".
Per questi motivi, il gruppo Uniti per Albisola ha inviato una formale segnalazione al Prefetto di Savona, chiedendo di valutare le modalità con cui è stata condotta. "Non possiamo accettare che il rispetto delle regole democratiche e della trasparenza venga sistematicamente calpestato", concludono i consiglieri. "Continueremo a denunciare pubblicamente ogni abuso di questa amministrazione. I cittadini di Albisola Superiore meritano un'amministrazione che li rispetti, un’amministrazione che consideri le istituzioni democratiche un bene comune e non una proprietà privata della maggioranza".














