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Attualità | 08 marzo 2026, 09:30

L’8 marzo celebrato con 8 invenzioni di donne che hanno cambiato la vita all’uomo

Dal bianchetto al GPS, per non parlare del reggiseno (hai presente la scomodità delle stecche di balena?)

L’8 marzo celebrato con 8 invenzioni di donne che hanno cambiato la vita all’uomo

Casalinghe disperate o abili inventrici? Approfittiamo della festa della donna, per dare un colpetto in più ai luoghi comuni e ricordarci che le invenzioni al femminile non mancano.

«Signora Curie, come si vive accanto ad un genio? Non lo so, lo chieda a mio marito». Così ha risposto la prima donna insignita di ben 2 premi Premio Nobel, uno per la chimica e uno per la fisica: Maria Salomea Skłodowska, meglio conosciuta come Marie Curie.

I sogni non stanno bene nel cassetto, la testa non trova pace tra le nuvole. Le idee devono tenere i piedi per terra. In questo senso, il XX secolo è stato un periodo ricco di scoperte e invenzioni, anche da parte del mondo femminile, contribuendo a rendere la donna sempre più emancipata attraverso un approccio lungimirante e visionario.

Girl power, arguzia e cervello sono gli ingredienti speciali che hanno permesso a scienziate o studiose, ma anche casalinghe e segretarie di avere l’intuizione giusta per rendere più semplice la vita di tutti i giorni. Peraltro, fino a un certo punto, il numero di donne che potevano studiare e sperimentare è stato davvero basso, perciò quelle che ci sono riuscite sono state davvero dei fenomeni.

Se qualcuno avesse dei dubbi che le donne ne sappiano davvero una più del diavolo, dovrà ricredersi. Basta scorrere alcune delle invenzioni che hanno cambiato la vita all’uomo. Le hanno inventate delle donne. Ad esempio.

1.  Bette Nesmith Graham e il bianchetto

La macchina per scrivere è stata inventata nella metà dell’Ottocento, ma è solo grazie all’invenzione di Bette Nesmith Graham che finalmente le persone hanno smesso di stracciare interi papiri per un errorino di battitura. Stiamo parlando del bianchetto! Nel 1951, quando la sua società, la Liquid Paper, ha iniziato a commercializzarlo, è stato un successone. Adesso che scriviamo sul PC o con lo smartphone, cancellare un refuso è questione di pochi attimi, ma la sua invenzione ha davvero cambiato la vita di migliaia di segretarie, che dovevano ricopiare lettere o scriverle sotto dettatura del capo.

2.  Lizzie Magie e il Monopoli

Le quote rosa nell’ambito del game design sono ancora poche, ma Lizzie Magie è un esempio per tutte: è passata alla storia inventando il gioco da tavolo per eccellenza, il Monopoly. Nel 1903 è stato commercializzato col nome The Landlord Games e serviva a spiegare alcune regole di base della finanza, secondo cui chi è ricco diventa sempre più ricco e chi è povero sempre più povero, ma che imprevisti e possibilità possono rovesciare velocemente le sorti.

3.  Mary Anderson, Charlotte Bridgwood e il tergicristalli

Quando vi fanno la battutina “donne e motori, gioie e dolori” non fateci caso. Semplicemente, ricordate che è stata una donna a pensare ai tergicristalli e ancora una donna a inventare quelli automatici, senza i quali il vostro interlocutore non saprebbe come muoversi al primo acquazzone. Nel 1903 Mary Anderson notò quante auto dovessero fermarsi per la visibilità sotto la neve e così disegnò il primo modello di tergicristalli: una leva di fianco al volante, che muoveva una stecca di gomma sul parabrezza. Il tutto senza muoversi dall’abitacolo. Il congegno ottenne il brevetto nel 1917 e qualche anno dopo fu modificato grazie all’intervento di Charlotte Bridgwood, che aveva messo a punto i primi tergicristalli automatici. Il grande merito fu quello di trasformare il problema in una geniale soluzione!

4.  Gladys West e il GPS

Donne e motori, capitolo 2. La scienziata Gladys West ha calcolato il modello matematico della Terra. I signori che avessero detto “E allora?!” sappiano che senza questo modello non esisterebbe il GPS, che sta per Global Positioning System e quindi alla base dei navigatori. Senza tutto ciò qualcuno non sarebbe nemmeno in grado di tornare dal supermercato.

5.  Josephine Cochrane e la lavastoviglie

A chi piace lavare i piatti? Probabilmente a nessuno sulla faccia della terra. In particolare Josephine Cochrane, che adorava andare ai cocktail party come una Kardashian, Hadid o Hilton ante-litteram, non aveva intenzione di sprecare il suo tempo insaponando le stoviglie! Questa sua determinazione a usare il suo tempo in faccende piacevoli la portò all’invenzione di un macchinario che lavasse i piatti al posto degli esseri umani, nella fattispecie donne (all’epoca era un lavoro da casalinghe): la lavastoviglie! I primi modelli sono usciti alla fine dell’Ottocento, per poi perfezionarsi fino ai giorni nostri. Nel frattempo, milioni di uomini si sono infilati i guanti gialli e qualche piatto l’hanno lavato anche loro.

6.  Mary Quant e la minigonna

La mini è diventata famosa negli anni ‘60 addosso a Twiggy, la modella magrissima che l’ha indossata per la prima volta, e la sua inventrice, la stilista inglese Mary Quant, ha condiviso il merito della sua invenzione in modo molto democratico. «Le vere inventrici della minigonna sono le ragazze!», ha detto. Nonostante tutto il copyright della gonna a metà coscia fosse suo. In UK è un mito: nel 1966, due anni dopo aver lanciato la minigonna, è stata insignita Cavaliere della Corona Britannica dalla Regina Elisabetta.

7.  Ruth Handler e la Barbie

Barbie è stata la prima bambola della storia con le fattezze di una ragazza adolescente, anziché di un neonato. La sua inventrice le diede il nome di sua figlia Barbara e la fece produrre dall’azienda di cornici di suo marito, la Mattel. Il resto è storia! Ruth Handler per più di mezzo secolo è stata la presidentessa dell’azienda, una delle donne CEO più potenti del mondo. E con Barbie ci hanno giocato milioni di bambine, te compresa, in ogni angolo del globo.

8.  Caresse Crosby e il reggiseno

Ovvio che qui l’invenzione migliore non poteva che essere di una donna, perché i maschi manco riescono a slacciarlo quando serve, il loro istinto basic lo vorrebbe semplicemente strappare via, figuratevi immaginarselo! E insomma, nel 1910 la scrittrice di lettura erotica Caresse Crosby (nome d’arte di Mary Phelps Jacob) doveva partecipare a un ballo, ma proprio non riusciva a nascondere il rigido corsetto che indossava sotto un abito evidentemente provocante (hai presente la scomodità delle stecche di balena?). Mary pensò allora di mettere insieme lacci rosa e fazzoletti di stoffa, che cucì e fermò con una spilla. Visto che aveva funzionato molto bene per lei e che le amiche non si davano pace, nel 1914 ottenne il brevetto allo U.S. Patent Office.

Le donne che hanno influenzato il progresso, grazie a grandi idee, sono tante, tantissime e come loro ci sono anche oggi intuizioni femminili che in futuro verranno ricordate, la parola ai posteri!

Silvia Gullino

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