"Sta suscitando discussione sui social l’ennesima incursione in città (non ne indichiamo la località per ovvi motivi) da parte di un branco di cinghiali, che ha rovesciato i mastelli della raccolta differenziata alla ricerca di cibo. Non si tratta di un’emergenza improvvisa, ma di un problema noto e ripetuto. Già in passato, in diversi comuni della Riviera, avevamo invitato le amministrazioni ad adottare soluzioni semplici ed efficaci, come la recinzione dei siti di posizionamento dei contenitori. Dove queste misure sono state applicate, il problema è stato concretamente ridotto o risolto".
Così commentano il Partito Animalista Italiano (PAI) e l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA), che aggiungono: "Altrove, invece, si è scelta la strada più facile e meno lungimirante: quella degli abbattimenti. Una risposta che non solo solleva evidenti questioni etiche, ma che si è dimostrata nel tempo inefficace, perché non interviene sulle cause del fenomeno. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: nuovi animali continuano a scendere in città, attratti dalla disponibilità di cibo, alimentando un ciclo che si ripete senza soluzione".
Per questo motivo, OSA e PAI rinnovano l’invito ai cittadini a non diffondere immagini o notizie di questo tipo sui social, che rischiano di trasformarsi in un pretesto per ulteriori interventi emergenziali e non risolutivi. "Allo stesso chiediamo al Comune e a SEA-S di intervenire con misure strutturali e preventive, a partire dalla recinzione dei contenitori nelle aree più esposte. È una scelta di buon senso, già adottata altrove con risultati concreti".
"Continuare a ignorare soluzioni semplici ed efficaci per poi ricorrere a interventi drastici non è gestione, è rincorrere il problema. La convivenza tra uomo e fauna selvatica si costruisce con responsabilità, prevenzione e visione, non con scorciatoie che spostano soltanto il problema qualche metro più in là", concludono.














