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Eventi | 28 aprile 2026, 10:00

Varazze, il Corteo storico di Santa Caterina tra fede, memoria e tradizione

Rievocazione nel cuore della città: figuranti in costume trecentesco e partecipazione popolare nel ricordo della santa senese e della storia locale

Foto di  Mario Traversi

Foto di Mario Traversi

Domenica 26 aprile a Varazze, in un calmo e struggente tramonto, il vecchio assisteva con gli occhi lucidi le varie scene del "Corteo Storico di Santa Caterina da Siena", sul finale che si svolgeva nella piazza della Chiesa Santuario, che la Mantellata senese indicò 650 anni or sono, quale luogo di culto alla SS. Trinità, da Lei impetrata, per aver liberata dalla peste l'allora Varagine.

Infatti, nel commosso addio ai cittadini e alle autorità, alla sua partenza dalla città in cui aveva soggiornato tre giorni, di ritorno da Avignone, dopo aver convinto il Papa Gregorio XI a riportare il Soglio di S. Pietro a Roma, chiese la costruzione di una cappella, oggi Chiesa Santuario della SS. Trinità (nota come Chiesa di Santa Caterina).

Negli occhi del vecchio scorrevano i bellissimi costumi del '300, indossati dai figuranti di varie età dai giovanissimi agli adulti, ognuno seriamente impegnato in una interpretazione di alta regia, con sottofondo fonico che ne spiegava gli episodi, sul fondale della Chiesa, mentre il ricordo riportava altre scene di antiche processioni di Santa Caterina, in cui agivano "gruppi" che, più o meno, mostravano gli stessi quadri dell'odierno corteo, organizzati con tanta buona volontà e pochi e fantasiosi travestimenti che pur davano il senso di una storica religiosità vissuta con ammirevole impegno.

Le Confraternite aggiungevano gruppi di piccoli pellegrini, e il fervore di alcune donne, come le sorelle Angiolina e Chiara (e Baisonne), Adelina a Milanna, a Casunna e altre, istruivano insieme alle verginelle della Prima Comunione e degli asili delle Boschine e Guastavino, bimbi e bimbe premiati con gli immancabili "pestaci" (noccioline americane. La modernità imponeva però un aggiornamento di questo culto spontaneo e popolare, spesso coinvolgente altri temi che non erano attinenti al culto Cateriniano.

Santi e martiri di ogni tipo indicazioni di battaglie storiche combattute dal nascente cristianesimo, ecc., per cui le Autorità Ecclesiastiche, a livello Vescovile e addirittura Vaticane, intervennero minacciando financo la scomunica, se non si fosse rivisto questo antico cocktail di rappresentazione religiosa considerata ormai fuori dall'etica di una più seria e adatta realtà storica.

Vi furono proteste, delegazioni al Vescovado di Savona, articoli di giornali, ma alla fine il buon senso prevalse e nacquero le prime rappresentazioni fisse dei "quadri" della vita di S. Caterina da Siena, successivamente raggruppati nell'odierno grande e ottimamente articolato Corteo Storico (Presidente Bianca Caniggia), propulsori il Dott. Massone, Mario Sala, Emanuele Dagnino e il Gruppo Internazionale dei Caterinati (Tino Benedetto Delfino e ora la figlia Marina).

Un vero, grande spettacolo itinerante, dove la fede si rafforza nell'immagine emblematica di una città che continua nelle proprie tradizione, tenendo conto di opportuni aggiornamenti, ma non tradendo mai il proprio DNA, preziosa catena elicoidale le cui radici si affondano nel tempo e nello spazio.

Il vecchio ricordava un passato ormai consegnato alla storia e batteva le mani al presente, luccicante di elmi e di stupendi costumi del '300 con le ballerine e ballerini di Studiodanza Varazze. Caterina, umile serva dei servi, può essere fiera di un Corteo da Regina.

Redazione

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