Il Sito di Interesse Nazionale (SIN) all'ex Acna di Cengio continua a essere al centro del dibattito politico. Sul risanamento del sito interviene la Provincia con una nota.
Palazzo Nervi spiega che il sito è stato pggetto di un articolato processo di risanamento ambientale, sviluppato attraverso interventi diversificati in base alle caratteristiche delle diverse aree e alle tipologie di contaminazione riscontrate.
"Il SIN di Cengio – scrive la Provincia - è stato oggetto di diversi interventi, differenziati in base alla tipologia di contaminazione e alle soluzioni progettuali, con riferimento alle aree A1, A2, A3, A4 e all’area Merlo. L’area A1 è stata messa in sicurezza permanente mediante una cinturazione realizzata con diaframma plastico immorsato nella marna. Si tratta della zona destinata a contenere rifiuti e terre contaminate provenienti dalle altre aree, successivamente chiusa con capping superficiale. La marna è stata oggetto di specifici approfondimenti tecnici ed è stata ritenuta idonea sotto il profilo dell’impermeabilità".
"Nell’area A2 – prosegue Palazzo Nervi - è stata effettuata la bonifica del suolo fino al livello della falda, in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente, mentre nelle aree A3 e A4 si è proceduto con interventi di bonifica integrale. Le sporadiche criticità rilevate nei piezometri a valle sono riconducibili all’area Merlo, attualmente interessata da un procedimento in corso e sulla quale è attiva una misura di contenimento preventiva, costituita da una barriera idraulica".
Per questa area si è in attesa dell’intervento definitivo, attualmente in fase sperimentale.
"La cinturazione complessiva del sito – prosegue Palazzo Nervi - è stata progettata per resistere a eventi di piena con tempo di ritorno duecentennale. La cartografia regionale non evidenzia frane in corrispondenza dell’area A2, oggetto di potenziale riutilizzo. È stata inoltre predisposta un’ampia area destinata alla reindustrializzazione".
Il sito è oggetto di controlli ordinari prescritti a carico di ENI Rewind, nonché ai controlli istituzionali da parte di ARPAL. Sono inoltre previste le ulteriori attività approvate dagli enti competenti, tra cui la realizzazione del nuovo impianto di trattamento delle acque di falda contaminate e la gestione della dismissione dell’impianto esistente. A questi interventi si aggiungono le verifiche ambientali e la bonifica definitiva dell’area Merlo, recentemente sollecitate dal Ministero e dagli enti coinvolti.














