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Solidarietà | 06 maggio 2026, 10:30

Un ponte tra Alassio e Cuba: la solidarietà diventa racconto di viaggio

Dai tornei di burraco la donazione di 2mila euro al Policlinico di Guanabo. I promotori: "Esperienza profonda tra cooperazione, Primo Maggio e nuovi progetti di interscambio al rientro in Italia"

Un ponte tra Alassio e Cuba: la solidarietà diventa racconto di viaggio

Dopo aver consegnato 2mila euro raccolti grazie ai tornei di burraco organizzati ad Alassio al Policlinico di Guanabo, una struttura sanitaria che opera in un contesto segnato da difficoltà economiche e carenze strutturali, i promotori dell’iniziativa si preparano a tornare in Italia.

“Stiamo preparando la valigia – raccontano alla nostra redazione –. Durante questo nostro soggiorno a Cuba abbiamo acquisito positive esperienze e insegnamenti profondi che questo popolo ha in sé dalla nascita, dalla crescita e trasmette a chi si avvicina. È un popolo colto, condizione necessaria che la Rivoluzione ha garantito in forma gratuita a tutti sino ai livelli più alti, dal Dottorato all’Università. È risaputo che oltre il 25% degli studenti cubani giunge alla laurea; molti di loro sono medici, ingegneri, architetti e altre figure professionali”.

“Il sapere e la conoscenza è una barra dritta che conferisce a ogni persona dignità, sia personale che collettiva, e favorisce il rispetto reciproco e livelli di coesistenza e coesione e solidarietà reciproca difficilmente riscontrabili nelle realtà sociali occidentali, come la nostra. È un popolo libero, a differenza dei luoghi comuni che vengono da noi propagandati. Chi da tempo conosce e frequenta Cuba lo può affermare con franchezza, pur non esistendo il pluripartitismo come nella grande maggioranza degli altri Paesi, sia occidentali sia latinoamericani”.

“Ognuno è libero di manifestare le proprie idee. Le molte critiche e manchevolezze che si incontrano ogni giorno ed in ogni luogo che visiti e attraversi non sono il segno di un cubano che tace e subisce passivamente. Diverso è contrapporsi pregiudizialmente e fomentare rivolte e ribellioni contro lo Stato, le istituzioni, il Poder Popular, magari con il sostegno finanziario esterno dagli USA”, aggiungono.

“Abbiamo partecipato alla grande e motivata manifestazione del 1° Maggio, all’incontro di solidarietà internazionale delle delegazioni straniere presenti. Abbiamo raccolto il vigore, la forza e la consapevolezza di un popolo che ingiustamente vive sotto attacco da oltre 65 anni e rivendica la fine del ‘bloqueo’, la più lunga guerra economica dichiarata dalla prima potenza mondiale contro un popolo inerte e indifeso. ‘La Patria se defiende’ e ‘Patria o muerte, venceremos’: questi erano gli slogan più diffusi che si alzavano dalle persone festanti che sfilavano con le loro bandiere. Saliva forte e netta la volontà di pace e dialogo con tutti, ma nel contempo era chiara la loro fermezza nel difendere la loro sovranità e autodeterminazione sino all’ultima conseguenza, a costo della propria vita”.

“Cuba non è un parco giochi, non ha un popolo qualsiasi. Nessuno può pensare di cancellare la loro Rivoluzione. Molti sono i cambiamenti che hanno affrontato e superato, altri sono in cantiere. Anche noi che viviamo in società diverse non possiamo ostacolare, ma dobbiamo comprenderne i vantaggi che ne potremmo trarre, eliminando il criminale blocco economico USA”.

“Rientriamo in Italia con la volontà di continuare il nostro impegno a sostegno dei progetti di cooperazione e di interscambio con questo popolo straordinario, favorendo a chi lo desidera di conoscere Cuba grazie alla nostra esperienza, in una maniera originale”.

“Abbiamo in cantiere per la primavera 2027 un viaggio in Oriente, la culla della Rivoluzione cubana, a 100 anni dalla nascita di Fidel, che ci porterà nelle tappe de La Playa Colorada alla Comandancia, nel cuore della Sierra Maestra, e nelle città più significative di Bayamo e Santiago di Cuba, che hanno consentito di conseguire questo grande traguardo storico della Rivoluzione cubana”, concludono.

Redazione

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