Dopo aver consegnato 2mila euro raccolti grazie ai tornei di burraco organizzati ad Alassio al Policlinico di Guanabo, una struttura sanitaria che opera in un contesto segnato da difficoltà economiche e carenze strutturali, i promotori dell’iniziativa si preparano a tornare in Italia.
“Stiamo preparando la valigia – raccontano alla nostra redazione –. Durante questo nostro soggiorno a Cuba abbiamo acquisito positive esperienze e insegnamenti profondi che questo popolo ha in sé dalla nascita, dalla crescita e trasmette a chi si avvicina. È un popolo colto, condizione necessaria che la Rivoluzione ha garantito in forma gratuita a tutti sino ai livelli più alti, dal Dottorato all’Università. È risaputo che oltre il 25% degli studenti cubani giunge alla laurea; molti di loro sono medici, ingegneri, architetti e altre figure professionali”.
“Il sapere e la conoscenza è una barra dritta che conferisce a ogni persona dignità, sia personale che collettiva, e favorisce il rispetto reciproco e livelli di coesistenza e coesione e solidarietà reciproca difficilmente riscontrabili nelle realtà sociali occidentali, come la nostra. È un popolo libero, a differenza dei luoghi comuni che vengono da noi propagandati. Chi da tempo conosce e frequenta Cuba lo può affermare con franchezza, pur non esistendo il pluripartitismo come nella grande maggioranza degli altri Paesi, sia occidentali sia latinoamericani”.
“Ognuno è libero di manifestare le proprie idee. Le molte critiche e manchevolezze che si incontrano ogni giorno ed in ogni luogo che visiti e attraversi non sono il segno di un cubano che tace e subisce passivamente. Diverso è contrapporsi pregiudizialmente e fomentare rivolte e ribellioni contro lo Stato, le istituzioni, il Poder Popular, magari con il sostegno finanziario esterno dagli USA”, aggiungono.
“Abbiamo partecipato alla grande e motivata manifestazione del 1° Maggio, all’incontro di solidarietà internazionale delle delegazioni straniere presenti. Abbiamo raccolto il vigore, la forza e la consapevolezza di un popolo che ingiustamente vive sotto attacco da oltre 65 anni e rivendica la fine del ‘bloqueo’, la più lunga guerra economica dichiarata dalla prima potenza mondiale contro un popolo inerte e indifeso. ‘La Patria se defiende’ e ‘Patria o muerte, venceremos’: questi erano gli slogan più diffusi che si alzavano dalle persone festanti che sfilavano con le loro bandiere. Saliva forte e netta la volontà di pace e dialogo con tutti, ma nel contempo era chiara la loro fermezza nel difendere la loro sovranità e autodeterminazione sino all’ultima conseguenza, a costo della propria vita”.
“Cuba non è un parco giochi, non ha un popolo qualsiasi. Nessuno può pensare di cancellare la loro Rivoluzione. Molti sono i cambiamenti che hanno affrontato e superato, altri sono in cantiere. Anche noi che viviamo in società diverse non possiamo ostacolare, ma dobbiamo comprenderne i vantaggi che ne potremmo trarre, eliminando il criminale blocco economico USA”.
“Rientriamo in Italia con la volontà di continuare il nostro impegno a sostegno dei progetti di cooperazione e di interscambio con questo popolo straordinario, favorendo a chi lo desidera di conoscere Cuba grazie alla nostra esperienza, in una maniera originale”.
“Abbiamo in cantiere per la primavera 2027 un viaggio in Oriente, la culla della Rivoluzione cubana, a 100 anni dalla nascita di Fidel, che ci porterà nelle tappe de La Playa Colorada alla Comandancia, nel cuore della Sierra Maestra, e nelle città più significative di Bayamo e Santiago di Cuba, che hanno consentito di conseguire questo grande traguardo storico della Rivoluzione cubana”, concludono.














