La questione israelo-palestinese è sbarcata anche nel Consiglio comunale di Finale Ligure. A portare nelle aule del Palazzo di Città uno dei temi geopolitici più complessi dell’attualità, tra quelli maggiormente divisivi nella politica nazionale e internazionale, un evento e il suo manifesto.
Si tratta della presentazione del saggio “Gaza e dintorni - Dipanare le matasse arruffate dalla propaganda”, scritto dal professor Roberto Sinigaglia, tenutasi lo scorso 28 maggio nella Sala delle Capriate di Finalborgo e organizzato dall’Associazione Italia-Israele.
Nei giorni scorsi a sollevare la vicenda era stata l’associazione Bds Ponente Ligure, contestando la presenza sulla locandina dell’iniziativa del patrocinio del Comune che, secondo quanto poi emerso, non sarebbe mai stato concesso dall’Amministrazione comunale, limitatasi invece semplicemente ad autorizzare gratuitamente l’utilizzo della sala. Una posizione fatta propria, nella seduta di ieri sera (4 giugno, ndr), dalla consigliera di minoranza del gruppo “Scelgo Finale”, Simona Simonetti che, nonostante l’apprezzamento per la scelta imparziale della Giunta di non concedere il patrocinio, ha però contestato la gestione successiva della vicenda.
Nella sua nota, l’associazione aveva espresso sorpresa per quella che appariva come un’adesione istituzionale all’evento, richiamando il contesto internazionale e le responsabilità attribuite al governo israeliano. «Per questo - avevano scritto - ci ha sorpreso non poco vedere il patrocinio del Comune di Finale Ligure esposto in bella mostra sulla locandina che pubblicizzava la presentazione del libro. Tuttavia, dopo opportune verifiche, abbiamo scoperto che quel patrocinio non è mai stato concesso». L’associazione aveva quindi chiamato direttamente in causa l’amministrazione e, in particolare, la presenza all’iniziativa dell’assessore Umberto Luzi, con la richiesta al primo cittadino Angelo Berlangieri di «diffidare pubblicamente» l’associazione organizzatrice «per essersi attribuita un patrocinio inesistente».
A prendere posizione per dipanare la vicenda è stato il sindaco, sottolineando come si sia trattato di un disguido: «Il patrocinio non è stato concesso, noi come sempre lasciamo l’ utilizzo delle sale a uso gratuito per le questioni che ognuno intende rappresentare in maniera legittima e democratica, rispettando la libertà di opinione. La decisione della Giunta era molto chiara, c è stato un fraintendimento assolutamente involontario per il quale non andiamo alla ricerca di colpevoli, sarebbe molto spiacevole scendere nel dettaglio. Politicamente l’atteggiamento dell’Amministrazione è neutro, non vogliamo prendere posizione di parte nel rispetto della libertà d’espressione di tutti».
Come detto, però, per la consigliera Simonetti ha criticato in particolare il fatto che l’assessore, pur facendo parte della giunta che non aveva concesso il patrocinio, non avrebbe smentito pubblicamente l’errata attribuzione né segnalato la questione agli organizzatori o al pubblico presente. «Non discuto la concessione gratuita della sala né la partecipazione di un membro della maggioranza - ha precisato Simonetti - Metto in discussione il fatto che, pur non avendo il patrocinio ed essendo questo ben presente nei manifesti, nessuno della maggioranza ha trovato opportuno smentirlo».
«Sono stato invitato dal consigliere Vaccarezza per quello che è stato un evento letterario e non politico - ha preso posizione l’assessore Luzi -. Ero seduto in quinta fila e non in prima, sono stato invitato a fare gli onori di casa e ho salutato i presenti sottolineando l’importanza delle iniziative culturali. Siccome non mi sottraggo mai agli impegni istituzionali, così come ho presenziato a questa iniziativa, ho partecipato lo scorso anno all’inaugurazione della mostra “Il grido di Gaza”. Non mi pare di dovermi giustificare, non credo sia il caso di fare polemica, non ho mai preso parte contro Israele allora o la Palestina ora».














