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Attualità | 03 luglio 2026, 12:26

Spiagge a Spotorno, i balneari rompono il silenzio: "Nostre proposte inascoltata dal Comune, otto stabilimenti cancellati e servizi persi"

Intervengono sul nuovo Pud i concessionari, che attaccano: "Avevamo un'alternativa per il 40% di libere, ma siamo stati inascoltati e osteggiati"

Spiagge a Spotorno, i balneari rompono il silenzio: "Nostre proposte inascoltata dal Comune, otto stabilimenti cancellati e servizi persi"

"Il Comune ci sta osteggiando in tutti i modi". È un duro atto d'accusa quello che i balneari di Spotorno affidano a un comunicato stampa con cui intervengono pubblicamente sul nuovo Piano di utilizzo del demanio marittimo (Pud) e sulla riorganizzazione del litorale. Gli operatori spiegano di aver scelto di non esporsi durante la procedura di assegnazione delle otto concessioni rimaste senza suppletive per l'estate 2026, ritenendo che ora sia arrivato il momento di "fare chiarezza" su una vicenda che, a loro giudizio, ha penalizzato il comparto. 

"Siamo rimasti in silenzio finché la procedura di assegnazione per l'estate 2026 era in corso, ma ora riteniamo corretto chiarire alcune questioni, far sapere a tutti che il Pud ci è stato imposto, nonostante avessimo proposto un modello alternativo, che pur arrivando al 40% di spiagge libere come vuole il Comune, non è neppure stato preso in considerazione". 

Secondo i balneari, la stagione estiva sarebbe partita in ritardo per molte attività e il rapporto con l'amministrazione comunale sarebbe particolarmente difficile. "Per molti di noi la stagione è iniziata soltanto a luglio e in questo contesto è impossibile non notare che il Comune ci sta osteggiando in tutti i modi", si legge nella nota. Tra i principali punti evidenziati figura la soppressione di otto stabilimenti balneari. "Otto stabilimenti balneari sono stati cancellati e, oltretutto, l'Ente non ha sostituito i servizi, non ha investito di propria tasca su bagnini per la sorveglianza o la pulizia della spiaggia. Otto stabilimenti balneari sono stati chiusi punto e basta". Una scelta che, secondo gli operatori, comporta anche una perdita di servizi essenziali per residenti e turisti e potrebbe avere ripercussioni sul mantenimento della Bandiera Blu.

 "Spotorno ha sempre avuto il vessillo, motivo di orgoglio per tutti noi, ma avanti così siamo sicuri di poterlo mantenere?", domandano. Nella nota viene inoltre rivendicato l'impegno del Consorzio Obiettivo Spiagge sul fronte della sicurezza e della tutela ambientale. I balneari ricordano il progetto di cardioprotezione avviato nel 2025, con l'installazione di 15 defibrillatori lungo il fronte mare e la formazione del personale degli stabilimenti all'utilizzo dei dispositivi salvavita. "Il Comune non ha mai partecipato alla presentazione dei due progetti, ci è dispiaciuto, ma non ci siamo fermati". Analoga considerazione viene espressa per il progetto dedicato alla protezione della posidonia oceanica mediante sistemi di ancoraggio ecocompatibili dei gavitelli: "Ora però il Comune ci invia una documentazione complicatissima, quasi a osteggiare l'installazione delle boe". 

Ampio spazio è dedicato anche alla ricostruzione dell'iter del Pud. I balneari sostengono di aver ricevuto le informazioni e la documentazione solo in una fase avanzata del procedimento, potendo presentare osservazioni soltanto successivamente all'assemblea pubblica di gennaio e al consiglio comunale di febbraio 2026. "Solo a quel punto abbiamo potuto presentare le osservazioni, e ne abbiamo mandate moltissime. Siamo ancora tutti senza risposta". 

Gli operatori spiegano inoltre di aver elaborato una proposta alternativa che, a loro dire, avrebbe consentito di raggiungere comunque il 40% di spiagge libere richiesto dall'amministrazione, salvaguardando però tutte le attività presenti sul litorale. "Abbiamo ridisegnato il litorale, tutti i concessionari avrebbero rinunciato a una porzione di spiaggia creando spiagge libere di dimensioni medie, tra i vari stabilimenti balneari, che si impegnavano pure a sorvegliare la balneazione e tenerle pulite. Resta una proposta alternativa per noi valida, che comunque raggiunge il 40%, ma non è stata considerata". Infine, viene contestata anche la legittimità dell'iter amministrativo. Secondo i balneari, "in questo processo di imposizione del Pud c'è anche una palese violazione della legge 13/99 articolo 11 comma bis, cioè mancato rispetto della concertazione". Una circostanza che, sempre secondo quanto sostenuto dagli operatori, "potrebbe portare l'annullabilità al Tar".

Redazione

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