Il progetto era nato da un'idea dell'allora assessore del Comune Paolo Ripamonti ma poi, vuoi dei problemi di bonifica del terreno vuoi la pandemia, non era mai arrivato a compimento. In questi giorni il Comune ha dato via libera all'analisi di rischio dell'area dei chinotti per lafutura coltivazione, ma con rigide prescrizioni.
Palazzo Sisto ha infatti approvato l'Analisi di rischio dell'area comunale di via Bonini destinata al rilancio della coltivazione del chinotto di Savona. Si chiude così un lungo iter tecnico e amministrativo avviato dopo il ritrovamento di contaminanti nel terreno e si definiscono le condizioni necessarie per consentire, in futuro, l'utilizzo agricolo del sito.
L'area, individuata nel 2018 come particolarmente idonea per ospitare una coltivazione dedicata al chinotto di Savona nell'ambito di un protocollo sottoscritto da Comune, Coldiretti, Cia, Confagricoltura e CeRSAA, aveva però evidenziato, durante le prime indagini ambientali, concentrazioni di alcuni metalli pesanti superiori ai limiti previsti dalla normativa per i terreni agricoli. Da qui la necessità di avviare un procedimento di caratterizzazione e bonifica, finanziato anche dalla Regione Liguria.
Negli ultimi anni i tecnici incaricati hanno predisposto diversi aggiornamenti dell'Analisi di rischio, esaminati nel corso di varie Conferenze dei Servizi. La versione definitiva, trasmessa nel maggio 2026, ha ottenuto il parere favorevole di Arpal, ASL2 Savonese e Provincia di Savona ed è stata approvata nella Conferenza dei Servizi del 10 giugno scorso.
La determina distingue due scenari. Il primo riguarda la situazione attuale, finchè la zona non trasformata in terreno agricolo, nella quale l'area mantiene una destinazione a servizi. In questa fase il terreno dovrà rimanere interdetto al pubblico: potranno averci accesso soltanto gli addetti alla manutenzione, per un massimo complessivo di 24 ore all'anno, con l'obbligo di registrare ogni intervento fatto.
Il secondo scenario riguarda invece la futura destinazione agricola, che consentirà la coltivazione del chinotto ma solo rispettando precise prescrizioni sanitarie e ambientali. Prima della commercializzazione sarà obbligatorio sottoporre i prodotti agricoli ad analisi specifiche. I risultati dovranno essere trasmessi a Comune, Arpal e Aal2. Inoltre saranno regolamentati anche gli accessi: per le visite scolastiche la permanenza dei bambini non potrà superare le otto ore all'anno per ciascun partecipante, mentre gli operatori agricoli potranno lavorare nell'area fino a un massimo di 250 giorni l'anno, per otto ore giornaliere.
L''Analisi di rischio relativa allo stato attuale resterà valida fino al cambio ufficiale della destinazione d'uso in area agricola. Qualunque diverso utilizzo dell'area comporterà una nuova valutazione tecnica ed eventuali ulteriori interventi di bonifica o messa in sicurezza. I vincoli saranno inseriti anche nei Certificati di destinazione urbanistica e nelle cartografie comunali.














