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Attualità | 26 luglio 2026, 15:00

SS29 a Piana Crixia, la denuncia: "Strada non sicura, in carrozzina non riesco a raggiungere casa"

Una donna chiede interventi per la messa in sicurezza: "Tra tir, velocità e assenza di marciapiedi sono costretta a chiedere aiuto per spostarmi. I mezzi non rallentano neppure davanti all’ambulanza"

Foto tratta da Google Maps

Foto tratta da Google Maps

Una battaglia che dura da oltre dieci anni. A Piana Crixia una cittadina chiede interventi per la messa in sicurezza della SS 29 del Colle di Cadibona, nel tratto che attraversa il centro abitato. La donna, residente a Savona e proprietaria, insieme al fratello, dell’immobile nel paese valbormidese, denuncia una situazione diventata sempre più critica a causa del traffico pesante, della velocità dei veicoli e delle difficoltà per chi deve muoversi a piedi.

La signora, invalida e costretta a utilizzare una carrozzina, spiega di non riuscire più a raggiungere autonomamente la propria abitazione e di dover ricorrere all’aiuto della Croce Bianca di Dego. "L’ultima volta siamo rimasti scioccati – racconta – perché i mezzi non rallentavano neppure in presenza di un’ambulanza".

La prima segnalazione risale al 31 marzo 2015, quando aveva scritto all’allora sindaco Roberto Bracco per evidenziare i rischi legati al passaggio dei veicoli lungo la Statale. "Il Comune – riferisce alla nostra redazione – aveva spiegato l’impossibilità di installare dossi artificiali su una strada statale, annunciando però l’installazione di sistemi per il controllo della velocità, come i box arancioni destinati agli autovelox", che secondo la donna non sarebbero mai entrati in funzione.

Nel 2016 una nuova comunicazione aveva riguardato le vibrazioni provocate dal transito dei mezzi pesanti, la pericolosità per i pedoni e le difficoltà legate anche alla presenza dell’ufficio postale lungo la strada. "L’amministrazione comunale aveva riferito di essersi attivata con gli enti competenti per individuare possibili interventi, ma negli anni successivi non sono arrivate soluzioni definitive".

La questione è tornata all’attenzione nell’agosto 2025, quando la donna ha scritto al sindaco Massimo Tappa chiedendo un intervento urgente. "I Tir passano a pochi centimetri dai muri delle case a velocità folle e quando si incrociano rasentano le abitazioni", aveva denunciato.

Secondo la proprietaria dell’immobile, il passaggio continuo dei mezzi pesanti avrebbe provocato nel tempo danni all’abitazione, con crepe nei muri interni, rotture di davanzali e cornici dei portoni, fino alla distruzione di una ceramica raffigurante la Madonna collocata all’ingresso della casa.

Nella risposta, il sindaco Massimo Tappa ha confermato di aver avviato un confronto con Anas, l’ente proprietario della strada, per individuare possibili soluzioni, ricordando come la SS 29 attraversi una zona centrale del paese, dove si trovano abitazioni, attività commerciali e servizi pubblici, con un flusso significativo di traffico anche pesante.

Oltre alle segnalazioni rivolte al Comune, la donna lo scorso maggio ha scritto anche alla Prefettura di Savona e ad Anas, senza però ricevere risposte, richiamando l’attenzione sulla sicurezza dei pedoni. "Originariamente vi era un marciapiede che consentiva il transito pedonale in sicurezza", ha spiegato, evidenziando come con l’allargamento della sede stradale i marciapiedi siano stati eliminati.

Una situazione che, secondo la signora, rende difficoltoso raggiungere i principali servizi del paese, come municipio, negozi e ufficio postale, soprattutto per chi deve muoversi in carrozzina e, nel tratto più critico, è costretto a occupare parte della carreggiata.

La donna ha segnalato anche problemi legati alla gestione delle acque piovane: le caditoie presenti lungo il fronte della casa, secondo quanto riferito, non sarebbero sufficienti a evitare ristagni vicino ai muri, con conseguenti problemi di umidità alle fondamenta. Per questo aveva chiesto la valutazione di un intervento con canalette e griglie carrabili.

Tra le ipotesi avanzate anche l’introduzione di un senso unico alternato nella zona più stretta, una soluzione che, secondo la signora, potrebbe contribuire a ridurre la velocità dei veicoli e aumentare la sicurezza del tratto urbano. "Sarebbe la cosa più semplice e eviterebbe tanti rischi. A mio papà un camion strappò la bicicletta che portava a mano", aggiunge.

Dopo oltre dieci anni di richieste, la donna torna quindi a chiedere un intervento concreto. Per chi vive lungo quel tratto di strada, la Statale non è soltanto un’arteria di collegamento, ma il percorso obbligato per poter arrivare a casa in sicurezza.

Graziano De Valle

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