La nuova gara di Tpl Linea per la gestione della control room dei parcheggi di Savona solleva una questione su cui l'Amministrazione comunale non intende sorvolare.
A intervenire è l'assessore Francesco Rossello, che ripercorre quanto concordato al momento del passaggio del servizio dal precedente all'attuale gestore. "Quando il servizio è passato da Ata a Tpl, il Comune di Savona ha seguito un confronto articolato con l'azienda e con i sindacati. In quella fase, oltre alla questione dei lavoratori provenienti da Ata, abbiamo posto con chiarezza un altro obiettivo: mantenere i posti di lavoro destinati alle persone più fragili, che da anni trovavano proprio nella gestione dei parcheggi una concreta opportunità di inserimento lavorativo - ricorda - Tpl, attraverso il proprio presidente, si era impegnata in questa direzione. Non si chiedeva necessariamente di mantenere l'affidamento allo stesso appaltatore, né di vincolare l'azienda a un determinato modello organizzativo. Si chiedeva di continuare a garantire quella funzione sociale che per anni è stata svolta da Ata, mantenendo un adeguato numero di posti e di ore destinati a lavoratori svantaggiati".
L'assessore punta il dito contro l'impostazione del nuovo bando: "La gara, così come formulata, mette in discussione questo impianto, poiché prevede 96 ore settimanali contro le 152 oggetto del precedente affidamento, tutte collocate esclusivamente nelle fasce notturne e nei giorni festivi. Sono condizioni che rendono ancora più difficile garantire concretamente quella funzione di inserimento lavorativo che avevamo chiesto e che TPL si era impegnata a salvaguardare".
Secondo Rossello, nemmeno la clausola sociale prevista dal bando per il personale del gestore uscente è sufficiente a superare il nodo: "La gara inoltre prevede una clausola sociale per il personale del gestore uscente, ma questo non risolve il problema che stiamo ponendo, per due ragioni: la prima è che la riduzione delle ore complessive, per una questione meramente matematica, non consentirà il passaggio di tutti i lavoratori attualmente impiegati, la seconda che, con questa impostazione, si riducono i posti di lavoro destinati alle persone fragili andando nella direzione opposta a quella che, come socio, avevamo indicato all'azienda nel corso di diversi incontri ed occasioni di confronto".
L'assessore precisa comunque di non voler mettere in discussione le prerogative dell'azienda: "Comprendo e rispetto l'autonomia gestionale dell'azienda. Ma autonomia gestionale e responsabilità sociale non sono in contraddizione. Gli impegni assunti nei confronti del Comune, dei soci e del territorio devono continuare a rappresentare un punto di riferimento anche quando cambiano le modalità organizzative del servizio".
Da qui la richiesta formale rivolta all'azienda locale del trasporto pubblico: "Per questo chiedo a Tpl Linea di chiarire come intenda garantire, nel nuovo assetto, la prosecuzione di quella funzione sociale e di quei posti di lavoro per le persone fragili che l'azienda si era impegnata a salvaguardare".














