Era lo scorso aprile quando la Guardia di Finanza dava notizia di aver perquisito 17 autotrasportatori che operavano nel deposito fiscale di Vado Ligure, scoprendo un sistema organizzato per sottrarre carburante durante le operazioni di carico (LEGGI QUI).
A distanza di quattro mesi, è il Comando Generale della Finanza a ricollocare quell'indagine all'interno di un quadro molto più ampio: tra l'1 marzo e il 31 luglio di quest'anno, le Fiamme Gialle hanno infatti condotto circa 4.800 interventi lungo l'intera filiera dei carburanti in tutta Italia, e il caso di Vado figura tra quelli citati come esempio delle frodi contrastate sul territorio nazionale.
L'indagine del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Savona aveva svelato un collaudato meccanismo messo in atto da autotrasportatori che operavano nel deposito fiscale di Vado Ligure: durante le operazioni di carico regolarmente autorizzate, sottraevano illecitamente carburante manipolando le manichette e ricorrendo a by-pass meccanici. Il prodotto veniva poi trasportato fuori dal deposito e rivenduto a prezzi agevolati. Le perquisizioni si sono concluse con il sequestro di oltre 3.700 litri di carburante e la segnalazione all'Autorità Giudiziaria di 17 persone: 15 per l'illecita asportazione di prodotti petroliferi e altre 2 per ricettazione, avendo acquistato il carburante sottratto.
Di questi 4.800 interventi, 1.371 hanno riguardato specificamente la materia delle accise. Il bilancio complessivo parla di 265 persone denunciate, oltre 20 milioni di chilogrammi di prodotti energetici sequestrati e più di 6,5 milioni di chilogrammi di consumi accertati in frode.
Le Fiamme Gialle spiegano che l'intensificazione dei controlli nasce dalle tensioni sui mercati energetici internazionali e viene condotta in collaborazione con il Garante per la Sorveglianza Prezzi, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L'obiettivo dichiarato è duplice: da un lato contrastare le frodi sui prodotti energetici, dall'altro verificare il rispetto degli obblighi di trasparenza sui prezzi praticati alla pompa, fronte su cui sono stati condotti 3.428 controlli negli impianti di distribuzione stradale, con 2.279 violazioni contestate a 937 gestori.
Il meccanismo scoperto a Vado Ligure — la sottrazione di prodotto durante le fasi di carico nei depositi fiscali — non è isolato. Casi analoghi sono emersi anche a Udine e Verona, dove sono stati intercettati due container provenienti dall'Est Europa con 64.000 litri di gasolio dichiarati falsamente come "olio lubrificante", e a Nola, dove è stato scoperto un deposito clandestino con oltre 80.000 litri di gasolio di contrabbando. Si tratta dei cosiddetti "designer fuels", prodotti petroliferi riclassificati con denominazioni diverse proprio per eludere gli obblighi fiscali: una delle modalità di frode che la Guardia di Finanza indica come più diffuse nell'attuale fase di controlli rafforzati.
Il caso di Vado Ligure, dunque, si inserisce in una strategia di vigilanza che il Corpo definisce come un "dispositivo integrato di controllo economico-finanziario" lungo l'intera filiera energetica, dai depositi fiscali fino alla pompa di benzina.














