Hanno avuto tutto il tempo per entrare nella stazione, individuare il rame e smontarlo dalle apparecchiature. Poi hanno caricato il materiale su un mezzo e si sono allontanati senza lasciare apparentemente traccia, arrivando persino a richiudere la porta della struttura. È così che sarebbe stato messo a segno il furto alla stazione di Ciatti, sulle alture di Savona, dove i ladri hanno preso di mira i componenti elettrici delle Funivie.
Un colpo tutt'altro che improvvisato e che, secondo le prime stime, potrebbe aver provocato un danno da decine di migliaia di euro. La cifra esatta non è ancora stata quantificata e comprende sia il valore del rame sottratto sia i costi necessari per riparare gli impianti danneggiati.
A finire nel mirino è stata una delle strutture della linea dei vagonetti che per decenni ha collegato il porto di Savona con la Valbormida per il trasporto del carbone. I ladri avrebbero agito approfittando del periodo di Ferragosto, quando la presenza di personale nella zona è inevitabilmente ridotta.
Secondo una prima ricostruzione, il gruppo sarebbe riuscito a raggiungere la stazione di Ciatti, mettendo a punto un'operazione che lascia pensare a persone esperte e che conoscevano almeno in parte la struttura dell'impianto. Per portare via il materiale sarebbe stato necessario utilizzare un mezzo capiente e probabilmente effettuare uno o più viaggi.
Sul caso è stata presentata denuncia.
A rendere ancora più significativo il furto è il momento in cui è avvenuto. Proprio in questi giorni, infatti, era in corso l'installazione delle telecamere destinate a sorvegliare la stazione. Un sistema di videosorveglianza che avrebbe potuto rappresentare un deterrente e che ora diventa uno degli elementi da verificare nell'ambito degli accertamenti.
Il danno non riguarda soltanto il valore del materiale portato via. Il rame è stato infatti rimosso da componenti indispensabili al funzionamento dell'impianto, rendendo necessari ulteriori interventi.
Le Funivie, infatti, nonostante siano ferme dal 2019, non sono state abbandonate. Dopo le due frane che quell'anno hanno provocato il crollo di alcuni piloni, interrompendo il servizio e aprendo una lunga fase di incertezza sul futuro dell'impianto, la linea continua a essere sottoposta a manutenzione. I sistemi vengono fatti periodicamente girare proprio per mantenerli in condizioni tali da consentire una possibile ripartenza.
Gli investigatori sono ora al lavoro per ricostruire con precisione tempi e modalità del furto e identificare gli autori. Un possibile aiuto potrebbe arrivare dalle telecamere installate lungo le strade di accesso alla zona, che potrebbero aver registrato il passaggio dei veicoli utilizzati per raggiungere e lasciare la stazione.
Tra gli aspetti da chiarire anche l'eventuale collegamento con altri furti di rame avvenuti nel territorio o con gruppi specializzati che potrebbero essersi spostati nel Savonese. La modalità dell'incursione, e soprattutto la scelta dei componenti da smontare, sembrano infatti indicare che chi ha agito sapesse bene dove mettere le mani.














