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Al direttore | 11 luglio 2015, 18:15

Non va in vacanza la comunità dei leggenti…

Non va in vacanza la comunità dei leggenti…

 

Se queste parole, scritte nel pomeriggio inoltrato di un venerdì, a metà luglio… riuscissero a passare indenni attraverso la polvere sbiadente degli anni d’oro e mi sopravvivessero a lungo tempo… Se ciò potrà avvenire, non è tuttavia sicuro che le mie parole scritte avranno ancora la forza o la debolezza di questo momento e di questo tempo presente, a suo modo felice e infelice, a suo modo pieno di senso e di futuro, di catastrofe e di pericolo…

Di solito succedeva che le parole lette sulle pagine di vecchi libri potessero arrivarci, dopo molti anni, con la sorpresa del reperto, come un’archeologia del quotidiano che si ammanta di fascino e di sicurezza, come fossero le immutabili parole di vecchi saggi…

Il tempo agisce sulla struttura e sul senso stesso delle frasi rendendole fragili e preziose… il loro aspetto viene scrutato dai lettori che cercano di coglierne i significati meno evidenti, i suoni ancora percepibili, mentre si fa mentalmente il confronto con il senso che ciascun lettore ha nel suo intimo…

È come un’istantanea tradotta in parole che pietrifica sulla pagina attimi di vita, riflessioni umane perse nel tempo, immagini abbozzate in una luce gentile, dialoghi esplicati in forma abituale e per questo pieni di vita (imbalsamata)…

Altre parole si aggiungono nelle righe immobili, riempiono il foglio come protette nella moltitudine e al sicuro nella massa allineata, riga dopo riga ognuna porta il suo minimo pezzo di realtà, ognuna inserisce un frammento di senso che sarà poi arduo non prendere nella dovuta considerazione…

Le frasi distese sul foglio sono testimonianze in apparenza immutabili, sono, nella migliore delle ipotesi, l’unica verità possibile nel momento che furono scritte, ne costituiscono la traccia e l’impalcatura solida, il senso e la direzione del cammino verso un tempo in continuo divenire, nella buona fede del suo autore che volontariamente si espone all’esame perpetuo, alla trasformazione dei tempi e all’interpretazione mutevole della storia e del senso…

Le righe scritte sembra che reggano la sfida, sono uscite dal limbo dei pensieri per dispiegarsi con sicurezza sulla pagina, aprendo la loro strada, tracciando, per tutti i lettori che verranno, un percorso obbligato, una testura che si consolida graficamente, un cifrario percepibile per la comunità dei leggenti…

 

Bruno Chiarlone Debenedetti

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