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Attualità | domenica 09 settembre 2018, 20:54

Viadotti sulla A10, il Comitato Teiro incontra l'ingegnere Simone Perata: "Criticità nelle strutture e caduta di calcinacci"

Prosegue l'ingegnere varazzino: "Per il viadotto Teiro, niente barriere fonoassorbenti per timore del vento, e strutture portanti a rischio"

Viadotti sulla A10, il Comitato Teiro incontra l'ingegnere Simone Perata: "Criticità nelle strutture e caduta di calcinacci"

Affidabilità dei ponti lungo l'autostrada A10: il Comitato Viadotto Teiro ha incontrato nei giorni scorsi il varazzino Simone Perata, ingegnere edile e amministratore di condomini.

La sua relazione tecnica firmata è stata acquisita agli atti del Comune di Varazze su precisa disposizione del sindaco Alessandro Bozzano, il quale l’ha trasmessa subito anche all’assessore regionale alla Protezione civile, Giacomo Giampedrone impegnato a comporre un articolato dossier regionale da inviare al ministero competente. Durante l'incontro, il comitato si è fatto spiegare dall'ingegnere Perata il lavoro da lui svolto. 

Ingegner Perata, ha rilevato problemi comuni ai viadotti di Varazze?

“Si. Soprattutto nei cavalcavia realizzati alla fine del Anni ’50, affiorano armature molto arrugginite che potrebbero nascondere problemi di staticità delle strutture. E ancora, ho avuto la netta sensazione che non sia mai stata fatta una seria manutenzione dei ponti, quando ho notato armature di metallo rovinate, ricoperte da una rete da pollaio, al solo scopo di non far staccare eventuali pezzi di copriferro su chi transita sotto. So che esistono griglie in fibra di carbonio da impiegare in questi casi. Ma con mia sorpresa ho rilevato l’utilizzo di materiali al risparmio”.

Quali i viadotti più a rischio secondo lei?

“Le criticità più elevate le ho verificate sul ponte in corrispondenza di via Sardi, all’incrocio con via Papa Innocenzo IV, dove le armature metalliche, molto arrugginite, affiorano in superficie. Si tratta di un manufatto di più vecchia realizzazione. E ancora, stessa situazione ho accertato sul viadotto A10 direzione Savona in località Mulino a vapore dove sia i piloni, sia sui sostegni delle travate, sono stati sottoposti a intensa fasciatura delle reti già nominate, che certamente non costituiscono una ristrutturazione strutturale o di consolidamento, ma soltanto di precauzione al solo scopo di evitare il crollo di pezzi di cemento sulla testa delle persone che transitano sotto”.

Parliamo del vecchio viadotto Teiro in direzione Genova, quello che interessa noi da vicino.

“In questo caso gli interventi manutentivi veri sono stati fatti molti anni fa. Per quanto riguarda il vecchio viadotto sul Teiro risultano ormai obsoleti: si sono aperte vistose crepe, si stanno staccando porzioni abbastanza consistenti, e le numerosissime cavillature, che si evidenziano soprattutto quando piove, rivelano che le reti metalliche di armatura posizionate a suo tempo, ormai sono state aggredite dalla ruggine e non sono più idonee allo scopo. Guardando questo ponte, che da lontano appare snello e piuttosto alto, quasi 30 metri dal fondo valle, mi è sorto il dubbio che non vi siano mai state montate le barriere antirumore per evitare la pressione del vento su tali barriere che, a quella quota, certamente non è trascurabile. Stando sotto al ponte il rumore provocato dai veicoli che transitano sui giunti fa pensare che le strutture non siano in buone condizioni e che le reti poste proprio a cavallo dei giunti abbiano lo scopo precipuo soltanto di evitare il precipitare di pezzi di giunto”.

Parliamo anche degli altri viadotti sul territorio di Varazze.

“I ponti ad arco sembrano meglio conservati, ma in alcune foto che ho scattato si vedono copiose colature di ruggine davvero preoccupanti. Anche il ponte sul rio Cucco, dove erano stati rifatti gli appoggi, non sembra presenta criticità evidenti. Ma i copriferro cominciano a presentare delle cavillature”.

Redazione

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