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Attualità | 25 febbraio 2019, 20:11

Ordine Avvocati, mandati "lunghi" dei consiglieri: a Savona un reclamo al CNF

Al centro della contestazione il mancato rispetto del limite del doppio mandato e le elezioni tenute anche ad Albenga, non solo nel capoluogo. Il presidente dell'ordine savonese, avv. Cardone, replica: "Operazioni regolari; siamo stati molto attenti a non ledere alcun diritto anche nei confronti di chi ha presentato la candidatura"

Ordine Avvocati, mandati "lunghi" dei consiglieri: a Savona un reclamo al CNF

Si attende a breve la pronuncia del Consiglio Nazionale Forense, al quale è stato indirizzato un reclamo da parte di tre avvocati che hanno contestato i risultati delle ultime elezioni del Consiglio dell'Ordine di Savona. Le votazioni per rinnovare le cariche, per il territorio savonese, si sono svolte lo scorso 10 e 11 gennaio, rispettivamente ad Albenga e a Savona. In un momento di passaggio cruciale per le dinamiche elettive degli ordini forensi e le loro regole.

Il Decreto Semplificazioni, infatti, tra le varie misure, ha introdotto una "disposizione di interpretazione di autentica" per ovviare alle incertezze applicative sull'ineleggibilità degli avvocati che hanno già svolto due mandati consecutivi. Di fatto il provvedimento del Governo ha recepito una sentenza della Cassazione (la numero 32781/2018, relativa ad una vertenza del Consiglio degli Avvocati di Agrigento) che ha scombussolato l'interpretazione normativa e regolamentare di riferimento per la competizione elettorale, la presentazione delle candidature e lo svolgimento delle operazioni.

E sul filo delle interpretazioni il dibattito è ancora aperto. Tutto si è giocato, peraltro, nel giro di pochi giorni. Tanto che in alcuni casi, in alcune province, le convocazioni dell'assemblea elettorale sono saltate: revocate. E' successo, per esempio, a Genova. Perché? Proprio per attendere l'esito del Parlamento sull'emendamento al Decreto Semplificazioni presentato dai senatori Pillon e Riccardi. Esito che è arrivato con la conferma, da parte del Governo, del divieto di doppio mandato nei consigli degli ordini circondariali forensi. Il Decreto Semplificazioni fra l'altro contempla una proroga di sei mesi per il rinnovo dei consigli degli ordini scaduti.

Nel frattempo a Savona le elezioni si sono svolte. Anzi, a Savona e ad Albenga.

Il reclamo depositato al Consiglio Nazionale - formulato dagli avvocati Carla Giuliani, Lucrezia Novaro e Giovanni Sanna - contesta anche il fatto che le procedure si siano tenute in due sedi, anziché nella sola città capoluogo. Il reclamo è basato sulla contestazione dell'eleggibilità di quei componenti (risultati eletti) che avevano già ricoperto la carica di consigliere. Nel particolare, sono stati eletti cinque candidati che avevano già due mandati alle spalle.

Ora l'aspettativa è tutta diretta verso la decisione del Consiglio Nazionale Forense che, dopo un'udienza già avvenuta, dovrà pronunciarsi per dirimere la matassa savonese, tutta aggrovigliata nei fili di norme di respiro nazionale.  

Spiega, invece, l'avvocato Fabio Cardone, presidente del consiglio savonese dell'ordine: "Il consiglio dell'ordine ha indetto le elezioni il 7 dicembre del 2018. Ad elezioni aperte la Corte di Cassazione, il 20 dicembre, nel discutere un caso dell’ordine di Agrigento, ha ritenuto che la norma che regolava le elezioni fosse retroattiva interpretando in maniera innovativa la legge. Fino a quel momento il consiglio nazionale forense aveva detto che la legge era valida per il futuro. La Corte, comunque, ha rimesso al consiglio nazionale forense la decisione sul come applicare il principio stabilito. Occorre precisare che, fuori dal caso che riguardava, la sentenza non ha valore. Nel frattempo, non avendo noi alcun potere di sospendere le elezioni (nessuna norma prevede questa possibilità) né ritenendo opportuno farlo, abbiamo proceduto con le votazioni ordinarie. La prima nostra  preoccupazione è stata quella di tutelare le candidature che erano state depositate".

"Svolte le elezioni, grandissima è stata la partecipazione, io e la maggior parte dei consiglieri uscenti abbiamo ricevuto un grande consenso di voti - prosegue Cardone - Dopo che si sono chiuse le elezioni e che sono stati proclamati gli eletti, il Governo ha emanato d’urgenza un decreto legge che faceva propria l’interpretazione della sentenza di Cassazione. Dopo di questo viene fatto il reclamo e dopo il reclamo il Parlamento ha abrogato quel decreto legge che, quindi non è stato convertito in legge. Successivamente è stato emesso il  decreto semplificazione che inserisce un comma  in un articolo nel quale interpreta la legge delle elezioni forensi così come aveva fatto il decreto legge precedente. Nel frattempo l’Ordine di Savona in sede di reclamo si è costituito per tramite dell’ avvocato Piscitelli".

Il presidente provinciale dell'ordine aggiunge: "Soprattutto, noi abbiamo fatto presente che nel momento in cui è stata pronunciata la sentenza non c’era alcuna norma di legge che ci autorizzasse a sospendere le elezioni e che, entrando nel merito del doppio mandato abbiamo fatto rilevare come questo si riferisse ad incarichi di durata di 2 anni e che nessuno degli eletti ha svolto mandati di due anni uno di seguito all’altro. Credo che siamo stati molto coscienziosi e molto attenti a non ledere alcun diritto anche nei confronti di chi ha presentato la candidatura. Le operazioni si sono svolte con regolarità e la proclamazione è avvenuta prima della sentenza di Cassazione". 

"Per quanti sottolineano come alcuni consigli abbiamo deciso di sospendere le elezioni nella fase contingente rispondo che, innanzitutto non tutti i consigli hanno votato lo stesso giorno, quindi, alcuni, quando è stato emesso il decreto legge non avevano ancora avviato le procedure di votazione. Infine, non esisteva alcuna norma che ci permettesse di sospendere e, a nostro avviso non c’era neppure l’opportunità di sospendere", conclude Cardone. 

Redazione

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