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| 12 luglio 2010, 15:14

Savona: sei ore da Torino a Diano, inchiesta della Procura

Savona: sei ore da Torino a Diano, inchiesta della Procura

Treni in ritardo, soppressi, sovraffollati. L'elenco dei disagi è lungo tanto che il procuratore capo di Savona Francantonio Granero ha aperto un fascicolo per vederci chiaro. La beffa per centinaia di passeggeri si materializza alle stazioni d'arrivo: non hanno diritto ad alcun rimborso. Sui treni regionali non è previsto. E c'è già chi pensa a un ricorso collettivo contro le Ferrovie.

 

L'ultima odissea è stata raccontata dai passeggeri del Torino-Ventimiglia: sei ore per arrivare a Diano, al posto delle tre e venti da tabellone. Tutto è iniziato quando un centinaio di torinesi si è presentato all'alba alla stazione del Lingotto, valigie alla mano e voglia di mare nel cuore, ma è dovuto rimanere sulla banchina, ad aspettare con pazienza il treno successivo. Il regionale 10171, partito alle 6.21 da Porta Nuova, era già pienissimo alla stazione di partenza.

 

"C'era gente in piedi quando siamo saliti - racconta un passeggero . Arrivati a Lingotto è stata la rivolta...". Nessuna rissa, ma per sicurezza il capotreno ha chiamato la Polizia Ferroviaria. Molte le lamentele, qualcuno ha reclamato forse non a torto una carrozza in più per i prossimi giorni.

 

" stato l'unico intoppo avuto ieri - assicurano dalle Ferrovie dello Stato -. Nelle sei vetture erano stipati come sardine, ma non potevamo aggiungere altri vagoni".

 

Sul treno non c'era più posto per nessuno. Duecentodieci i posti a sedere, pochi per la fiumana di gente che ha deciso di prendere il treno per trascorrere un fine settimana al mare, magari per evitare la coda sulle autostrade. "Le altre corse prevedono dei cambi - spiegano alle Ferrovie -. Questa è l'unica che porta direttamente a Ventimiglia".

 

Dopo gli screzi e tre quarti d'ora di attesa, il treno della speranza è ripartito, accumulando ritardi di stazione in stazione. Rallentamenti che non risultano alle Ferrovie di Torino, ma che qualcuno spiega con la struttura stessa delle strade ferrate liguri, a un solo binario, dove chi arriva in ritardo si deve fermare per lasciar passare chi rispetta la tabella di marcia. "A Finale siamo stati bloccati un quarto d'ora - dicono i passeggeri -. Per fortuna c'era l'aria condizionata". "Uno stillicidio - raccontano altri -. A ogni fermata la gente saliva. Siamo arrivati a Savona, l'ultima stazione dotata di tabellone elettronico, con 65 minuti di ritardo".

 

Alcuni funzionari delle Ferrovie liguri non sembrano stupiti. " così ogni sabato e domenica con i treni provenienti da Torino", dice un bigliettaio di Diano Marina. Versione che trova conferma nella testimonianza di Mario: "Ho preso il treno per Ventimiglia giovedì 24 giugno e a Lingotto non c'era più posto. Ma era San Giovanni, dicevano".

 

 

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