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Eventi | 10 gennaio 2012, 10:23

“Io e Cochi ad Albenga con qualche sorpresa”

Renato Pozzetto racconta lo show di lunedì prossimo all’Ambra intitolato “Finché c’è la salute”. Pochi i biglietti ancora disponibili

“Io e Cochi ad Albenga con qualche sorpresa”

Si avvicina al tutto esaurito il primo appuntamento della stagione teatrale albenganese, in programma lunedì prossimo all’Ambra con lo spettacolo «Finché c’è la salute» con Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto. Sono solo cinquanta i posti rimasti liberi nel teatro del centro storico per la serata dedicata a una delle coppie più famose del cabaret italiano. Sul palco salirà anche la band dei Good Fellas, impegnata nell’accompagnamento musicale del duo comico e in alcuni brani originali. Ma l’attenzione del pubblico sarà interamente rivolta a Cochi e Renato, tornati a collaborare nel 2000 dopo alcuni anni di separazione artistica.

«Abbiamo lavorato insieme per una decina d’anni, dal 1964 a metà degli anni Settanta, quando io sono stato un po’ distratto dal cinema, mentre Cochi si è dedicato di più al teatro. In quel periodo ci avevano proposto progetti cinematografici che non ci interessavano. Poi nel 1974 mi è stata offerta la parte del protagonista nel film ‘’Per amare Ofelia’’: ne ho parlato con Cochi, Enzo Jannacci e gli altri attori del gruppo con cui lavoravo, e ho deciso di intraprendere questa nuova carriera. Dieci anni fa ci siamo rincontrati con Cochi per fare la serie televisiva Nebbia in Val Padana e da allora abbiamo deciso di organizzare una tournèe teatrale per distrarci dal periodo più triste dell’anno, l’inverno», racconta Renato Pozzetto.

Qual è il ricordo più felice del periodo in cui Cochi e Renato facevano coppia fissa in televisione? «Sicuramente la partecipazione a Canzonissima, di cui abbiamo condotto un’edizione con Raffaella Carrà e Mike Bongiorno. Quel programma televisivo è stato anche il trampolino di lancio ideale per il nostro brano ‘E la vita la vita’, che ancora oggi è famosissimo», risponde il «Ragazzo di campagna», il titolo del film del 1984 in cui tracciò un ritratto memorabile delle differenze tra l’ambiente rurale e quello metropolitano.

Quale sorpresa riserverete per il pubblico di Albenga? «Nell’ultimo periodo abbiamo scritto una canzone grottesca dedicata all’aeroporto di Malpensa, per elogiarne la bellezza. È la storia di un nano che aspetta inutilmente l’arrivo di Biancaneve e, dopo un litigio con lei, decide di fare la hostess, si innamora di un pilota e vanno a convivere. È una storia gay un po’ surreale. Le nostre canzoni sono talmente bislacche che non passano mai in radio, anche se fanno ridere tutti. È per questo motivo che la gente le vuole sentire quando viene a teatro», spiega Pozzetto.

E conclude: «Mi sarebbe piaciuto portare il mondo del cabaret nel cinema. Purtroppo non ce l’ho fatta e sono certo che la riuscita di quest’idea avrebbe reso la mia esperienza cinematografia più completa e originale. L’atto surreale del cabaret è rimasto fuori dai miei film, c’è stato qualcosa che non ha funzionato».

edicolaonline.lastampa.it/ee/lastampar/sv/2012/01/10/063/

Angelo Fresia, da La Stampa

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