4000 SUICIDI IN ITALIA, IN AUMENTO QUELLI LEGATI A CRISI DOMANI GIORNATA MONDIALE DELLA PREVENZIONE (ANSA) - ROMA, 9 SET -
E' questa l'analisi del professor Maurizio Pompili, responsabile del Servizio per la Prevenzione del Suicidio dell'Ospedale S. Andrea di Roma, Universita' La Sapienza, alla vigilia della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio che - promossa dalla International Association for suicide prevention e dall'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) - si celebra domani con varie iniziative.
''Nel mondo si registrano un milione di suicidi ogni anno, in Italia circa 4000, e con la crisi economica il fenomeno e' cresciuto nella fascia d'eta' che va dai 25 ai 69 anni, praticamente quella che lavora. Mentre e' diminuito tra gli ultrasettantenni'', spiega Maurizio Pompili all'ANSA.
''E' importante capire che il suicidio non e' piu' legato ad un disturbo mentale ma che fattori di rischio importanti come la perdita di uno status lavorativo e la vergogna agiscono sulla vulnerabilita' dell'individuo che si trova a vivere un dramma nel quale non vede vie d'uscita. Se pero' c'e' un aiuto, queste persone mettono da parte l'idea di morire e 'tornano a combattere''', spiega Pompili che aggiunge: ''Ci vorrebbe una rete nazionale di assistenza che al momento e' affidata ad iniziative volontarie, di strutture e di persone. Sarebbe utile una strategia nazionale, i provvedimenti economici di sostegno alla crisi dovrebbero andare di pari passo ai provvedimenti di sostegno sanitario''.
Ma quali sono i campanelli d'allarme del rischio suicidio? ''Insonnia prolungata, forte agitazione, cambi repentini di umore, affermazioni dirette come 'voglio morire' e una specie di testamento simbolico, cioe' dare via cose care'', spiega Maurizio Pompili che sottolinea come il fenomeno e' piu' diffuso negli uomini che nelle donne (''c'e' un rapporto di 3 a 1'') in tutto il mondo tranne che in Cina.
''A distanza di dieci anni dall'istituzione della Giornata Mondiale della Prevenzione dei suicidi qualche cambiamento c'e' stato - conclude Pompili -: prima c'era molta difficolta' a parlarne, ora questo argomento e' stato sdoganato, e' un tema portato anche in ambienti ecclesiastici e nelle scuole''.














