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Attualità | 15 ottobre 2012, 10:40

Diciannove milioni di euro per progetti finalizzati all'inserimento lavorativo delle persone a rischio di esclusione sociale. A vhi andranno, infine?

Il Comune di Cairo capofila del progetto “Valbormida Link”, per un ammontare di 950 mila euro

Diciannove milioni di euro per progetti finalizzati all'inserimento lavorativo delle persone a rischio di esclusione sociale. A vhi andranno, infine?

Lo ha deciso la Giunta regionale su proposta degli assessori al bilancio e alle politiche sociali, Sergio Rossetti e Lorena Rambaudi. Ventotto i progetti ammessi su 41, tra essi 15 saranno attivati a Genova, 5 a Imperia, 2 alla Spezia e 6 a Savona. I finanziamenti saranno utilizzati per l’inserimento lavorativo di persone senza fissa dimora o in condizioni di povertà estreme, soggetti in esecuzione penale interna ed esterna ed ex detenuti giovani che hanno lasciato prematuramente la scuola, adulti con un basso titolo di studio, disoccupati over 45, disabili fisici o mentali e anche famiglie dei destinatari, persone a rischio di esclusione sociale. “I finanziamenti del fondo sociale europeo – dichiara l’Assessore Rambaudi – rappresentano una boccata di ossigeno in un momento come questo in cui si assiste al taglio dei finanziamenti nazionali destinati alle politiche sociali a favore non solo dell’inserimento lavorativi di soggetti deboli, ma anche della creazione di nuova impresa”.

Per quanto riguarda la provincia di Savona sono stati finanziati sei progetti per quasi quattro milioni di euro: Comune di Cairo Montenotte, progetto “Valbormida Link”, 950.407,51 euro; Comune di Savona, progetto “Perseo”, 997.448,83; Comune di Vado Ligure, progetto “Lavoro Ambiente Solidarietà e Territorio”, 516.161,40; Comune di Ortovero, progetto “Kilometri Zero”, 733.959,99; Comune di Loano, progetto “Lavoriamo insieme per crescere”, 578.528,87 euro Cooperativa Sociale Conservice, progetto “Edera”, 179.125,60 euro. Entrando nello specifico della Valle Bormida, il progetto che vede Cairo come capofila, ha come partner altri Comuni come Altare, Bardineto, Calizzano, Carcare, Cengio, Cosseria, Millesimo, Murialdo, Osiglia, Roccavignale; la Scuola di Formazione della Polizia Penitenziaria di Cairo, e la Casa Circondariale di Savona. Ed ancora: Ass Noi per Voi, I Girasoli coop sociale, VillaPerla Service, Cooperarci. La collaborazione si estende anche alle imprese Mediteck, Elco srl, FG Riciclaggi, Birrificio Scarampola,  Fresia, First plast srl, Autotrasporti Pensiero, Demont srl, Schneider, Pro.Val, Ass. Prof. Problem Solvine.

Un ruolo importante lo avranno gli organismi formativi IAL Liguria e Isforcoop; ultimo partner, l’ASL 2 Savonese. Obiettivo del progetto è, come detto, favorire l’inserimento socio lavorativo di soggetti a rischio di emarginazione sociale. Ovvero creare le condizioni per l’inserimento/reinserimento lavorativo permanente, e la valorizzazione delle competenze lavorative/relazionali anche attraverso percorsi formativi, orientamento, lavorando alla rimozione dei costi connessi con l’avvio del percorso lavorativo; favorire la solidità della rete GIL (Gruppo Integrazione Lavorativa fasce deboli) tra i soggetti del territorio che si occupano di inserimenti lavorativi con successiva estensione ed integrazione a tutti i soggetti Pubblici e Privati presenti; promuovere la costituzione di un patto formativo territoriale finalizzato all’acquisizione di specifiche competenze e idonei titoli spendibili coerenti con i percorsi di sviluppo economico attivati dai territori coinvolti; sensibilizzare/coinvolgere le imprese già esistenti relativamente al tema della responsabilità sociale.

Destinatari di tale percorso, 17 persone portatrici di handicap fisici, mentali e sensoriali; 6 cittadini extracomunitari, nomadi, persone appartenenti a minoranze etniche, richiedenti asilo; 5 alcolisti ed ex alcolisti, tossicodipendenti ed ex tossicodipendenti – sieropositivi; 7 soggetti in esecuzione penale interna ed esterna ed ex detenuti; 45 persone inquadrabili nei fenomeni di nuova povertà, persone senza fissa dimora o in condizioni di povertà estrema, giovani che lasciano prematuramente la scuola, adulti con basso titolo di studio, disoccupati over 45, prostitute e transessuali; 40 personale che opera nei servizi sociali (incluso terzo settore), mediatori, tutor, famiglie dei destinatari delle precedenti aree; per un totale di 120 persone.

e.m.

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