Bilancio positivo per il porto di Savona che per la prima volta ha affiancato i piccoli pescatori nella partecipazione a Slow Fish 2013, la manifestazione internazionale di Slow Food dedicata al mare e ai suoi prodotti. Lo stand, che istituzionalmente rappresentava il sistema dei tre porti liguri Savona, Genova, La Spezia, ha presentato insieme oltre l’APSV, la Camera di Commercio di Savona, l’ Area Marina Protetta Isola di Bergeggi (AMP) e la Cooperativa di piccola pesca artigianale di Noli. Attraverso la distribuzione di materiale promozionale e iniziative organizzate ad hoc, questa sinergia trasversale tra aziende e istituzioni ha consentito di far conoscere il settore della piccola pesca e la sua importanza all’interno dell’economia marittima, anche come veicolo promozionale del mare in generale e del territorio limitrofo.
Ieri, giornata conclusiva della kermesse al Porto Antico di Genova, presso lo stand dei porti liguri, due gli appuntamenti che hanno richiamato un folto pubblico e consentito ad alcuni esperti di spiegare il valore del pescato locale unitamente alla necessità di proteggere la risorsa mare: la degustazione di acciughe marinate, secondo il metodo tradizionale, dalla ditta Siccardi Giobatta di Varigotti e 10 kg di frittura di pescato locale di Noli cucinato nella tradizione del “Golfo dell’Isola di Bergeggi” offerto dalla Cooperativa di Noli.
Ad accogliere i tanti visitatori, ai quali i nolesi hanno dato appuntamento dal 6 all’8 settembre per la tradizionale manifestazione “La Repubblica del Gusto”, il giovane pescatore Simone Apicella, simbolo della continuazione del lavoro in mare con le reti. E proprio per mostrare l’attrezzo base della piccola pesca costiera, Simone, ieri, ha rammendato davanti al pubblico un tramaglio, la tipica rete fissa utilizzata. La presentazione del pescaturismo e dell’ittiturismo a cura di Barbara Esposto (Legapesca Liguria) ha introdotto un nuovo modo di concepire la vacanza marina in senso corretto e sostenibile, mentre il direttore dell’AMP Simone Bava ha voluto sottolineare come il consumo consapevole delle risorse ittiche costituisca un importante momento culturale non secondario a quello fisiologico del nutrimento.
















