C'era una volta il buonsenso. Questo sarebbe il titolo che le attività commerciali di molti comuni savonesi, in primis Vado, Bergeggi e Quiliano, probabilmente darebbero a una protesta che rischia di assumere dimensioni ragguardevoli.
Sul banco degli imputati la SIAE. L'ordine arriva direttamente da Roma: rivedere la divisione delle zone. Peccato che la logica scelta per la suddivisione sia molto controversa: si è utilizzato sì un criterio geografico, ma semplicemente tracciando una sorta di "riga verticale" sulla mappa, senza verificare sul campo viabilità e vicinanza operativa. Va così che all'ufficio di Savona si reca chi parte dalle Albisole a Varazze, ma anche dall'entroterra "destro", quindi Sassello o Urbe; mentre chi lavora a Quiliano o Vado Ligure è stato "riassegnato" alla sede mandataria di Finale Ligure. Si arriva a paradossi per cui un intrattenimento a Cairo va richiesto a Savona, ma per uno a Carcare (che è più vicina a Savona rispetto a Cairo) bisogna riferirsi a Finale.
Operativa dal 1 giugno, questa nuova suddivisione sta scatenando il malcontento di chi alla SIAE si rivolge quasi quotidianamente, e denuncia l'ennesimo esempio di distanza tra le "stanze dei bottoni" romane e le realtà del territorio. A capo della rivolta i bagni marini, che alle porte della stagione estiva rischiano di essere i più colpiti dal disagio, ma molte altre tipologie di esercizio commerciale sono quantomeno "arrabbiate".
"La comunicazione è arrivata da Roma solo 7 giorni prima dell'entrata in vigore", racconta Alessandro Aragno, dei Blu Beach di Vado Ligure. "Ma questo ha sconvolto tutte le nostre programmazioni: è impensabile, in piena stagione, pensare di recarsi ogni volta a Finale, con l'aurelia congestionata dai turisti". Gli fa eco Riccardo Ugolini, dei Colton Bay: "Che senso ha fare 20 km di coda disumana quando l'ufficio di Savona dista 2,5 km? Dovrebbero almeno permetterci di scegliere in che ufficio andare".
Il problema rischia di essere più grave di quanto non sembri. Quando un esercizio commerciale desidera programmare un intrattenimento soggetto a diritti di autore, è obbligato a recarsi in uno specifico ufficio SIAE a seconda del comune di appartenenza, per almeno due volte: prima dell'evento per ottenere i permessi, e dopo per la chiusura dei conti. Alla SIAE non esistono prenotazioni, e il tutto si traduce spesso in code interminabili e mattinate perse: "Ed ogni volta devo prima trovare un sostituto che lavori al posto mio", commenta amaro Ugolini. "L'ufficio di Savona, oltre ad essere più vicino, aveva anche trovato una soluzione di buonsenso: la prima volta comunicavamo gli eventi in programma ad inizio stagione, versavamo un acconto, e poi tornavamo in ufficio solo a fine stagione con tutti gli incassi e i borderò. L'ufficio di Finale si è già detto contrario a questa soluzione, e ci obbligherà a recarci almeno una volta al mese, prima del 5, per chiudere i conti del mese precedente e richiedere i nuovi permessi".
Una SIAE troppo distante, in cui andare troppo spesso e con troppa coda, di auto prima e di gente dopo: un cocktail insostenibile per i bagni marini. "In tanti stiamo già disdicendo le serate", dice sconsolato Aragno. Con buona pace del rilancio turistico...














