“Inquinamento e reati ambientali”: il tema del dibattito della prima serata del Festival contro il carbone che ha visto come ospiti relatori il procuratore della Repubblica di Torino Raffaele Guariniello, il presidente dell’ordine dei medici di Savona Ugo Trucco e Valerio Gennaro epidemiologo dell’IST.
Sulla condizione di salute dei cittadini nel nostro Paese, apre il dibattito il procuratore Guariniello: “L’iniziativa economica privata non può svilupparsi in contrasto con la salute e con la dignità dell’uomo. Lo dice la Costituzione. In questo periodo di crisi occupazionale la dignità dell’uomo è messa a dura prova per il contrasto che si crea tra lavoro e salute. I rischi ambientali non riguardano solo i lavoratori di un’industria ma anche i cittadini”.
“Ma come può la cittadinanza tornare a fidarsi delle istituzioni?”, domanda Giovanni Durante presidente provinciale dell’ARCI. “E’ fondamentale che la gente abbia un riferimento istituzionale. Io credo nell’intervento della Magistratura. Il nostro Paese ha delle leggi che sono tra le migliori al mondo, ma spesso non vengono correttamente applicate. In Italia i processi penali di reato ambientale sono pochissimi, nonostante il Codice Rocco preveda il reato di disastro ambientale. Una difficoltà è la presenza di oltre 120 Procure della Repubblica composte da pochi magistrati. Ho già proposto a diversi ministri del governo di creare un’unica procura che operi su tutto il territorio nazionale e che sia un’organizzazione giudiziaria altamente specializzata, ma hanno sempre declinato l’offerta. Forse c’è il timore che funzioni davvero!” risponde Guariniello.
“Il carbone provoca un danno non solo ambientale, ma anche sanitario, economico, etico e giudiziario – afferma Valerio Gennaro, epidemiologo dell’IST – e lo ha riconosciuto la comunità scientifica internazionale. Un’area inquinata provoca una concatenazione di effetti ma i danni sanitari chi li paga? Nel bilancio ligure i tre quarti della spesa complessiva regionale vanno nelle diagnosi e nelle cure sanitarie. Questo è un dato allarmante, bisogna raggiungere la prevenzione primaria e ci vuole l’intervento costante della Magistratura”.
“Oggi ci chiediamo se abbiamo delle buone istituzioni e dei buoni rappresentanti, ma in realtà in questo momento abbiamo solo buoni cittadini! – afferma il dottor Ugo Trucco – noi medici abbiamo due compiti previsti dal codice deontologico a cui adempiere: partecipare ai dibattiti e alle manifestazioni per informare sui pericoli sanitari e tutelare la salute dei cittadini utilizzando le migliori tecnologie. Infatti proponiamo da tempo la metanizzazione della Tirreno Power. Inoltre la regione Liguria registra i livelli più alti per mortalità di inquinamento. Tanti anni fa le malattie erano monofattoriali, oggi sono invece croniche e degenerative con forma tumorale e cause multifunzionali. Sappiamo benissimo che una collettività esposta a più inquinanti è soggetta ad una maggiore mortalità. Infine, bisogna demolire il mito del progressivo allungamento della vita. In realtà l’aspettativa di una vita sana si sta accorciando, viviamo più a lungo ma ci ammaliamo prima. L’unico modo è prevenire e chi è al governo deve prendere decisioni nell’interesse dei cittadini”.




















