Riunione forse decisiva questa mattina all'Unione Industriali di Savona tra i sindacati e la dirigenza di Cabur, l'azienda di morsetteria elettrica trasferitasi pochi anni fa da Albissola ad Altare.
Un lungo braccio di ferro, quello tra le parti, che potrebbe essersi finalmente concluso. Nell'incontro, infatti, l'azienda ha infatti deciso di accettare la proposta delle sigle sindacali, rinviando di fatto di un anno l'individuazione degli esuberi e il conseguente licenziamento.
La vertenza, iniziata con l'annuncio da parte di Cabur di 33 licenziamenti (quasi un terzo della forza lavoro, e la metà di quella specializzata) a causa di un esubero definito "strutturale", era giunta ad un punto morto qualche settimana fa. I sindacati avevano già chiesto ed ottenuto un anno di cassa integrazione per le 33 persone coinvolte, contemporaneamente ad un piano industriale che prevedesse nuovi investimenti (la creazione di una nuova linea di morsetti elettrici) per il 2014.
Il nodo rimasto irrisolto era però quello dei tempi: l'azienda, pur accogliendo la cassa e accettando di effettuare l'investimento, chiedeva comunque di definire fin d'ora i licenziamenti, che sarebbero poi diventati operativi tra 12 mesi. Una proposta definita inaccettabile dai sindacati, che chiedevano invece di rimandare qualsiasi decisione al termine della cassa, potendo così valutare l'impatto del nuovo investimento sull'occupazione in azienda.
Oggi, finalmente, l'accordo sembra raggiunto: l'azienda si è detta disponibile a decidere eventuali esuberi tra un anno. Per giovedì 7 novembre appronterà un documento allo scopo che, se sarà approvato dai sindacati, verrà poi ratificato dalla Regione il 13 novembre. E la spada di Damocle sulla testa di 33 persone, per un anno, si farà un po' più piccola.














