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Politica | 30 ottobre 2014, 21:05

Il M5S porta la questione dei Cantieri Rodriquez di Pietra Ligure in Parlamento

Presentata un'interrogazione indirizzata al Ministro del Lavoro

Il M5S porta la questione dei Cantieri Rodriquez di Pietra Ligure in Parlamento

La questione dei Cantieri Rodriquez di Pietra Ligure approda in Parlamento. Il M5S di Pietra, tramite il parlamentare savonese Matteo Mantero ha presentato un’interrogazione a risposta scritta, indirizzata al Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, riguardante i cantieri navali.

Nel documento, consultabile per intero cliccando qui, si ripercorre la storia dei sito pietrese, dal progetto presentato nel 2006 comprendente la riconversione, sino al dicembre 2013, quando:”dopo più di 6 anni senza essere giunti alla presentazione di alcun progetto di riconversione,  l’azienda decide di attivare la procedura di chiusura del sito, richiedendo per il 2014 la cassa straordinaria per chiusura per 12 mesi con opzione di altri 12 mesi; il 22/04/2014 arriva la comunicazione dell’attivazione della procedura di messa in Mobilità per tutti i dipendenti, successivamente siglata il 26/05/2014, presso l’unione Industriali di Savona”.

“Ancora una volta, si legge nel documento, si parla di sprechi, l’azienda ha scaricato sui contribuenti il peso sociale della cassa in deroga; se si procedesse alla chiusura definitiva, con la firma del ministro competente, allora l’azienda dovrebbe rifondere allo Stato tutta la cassa integrazione per ristrutturazione percepita, mentre agli operai andrebbe data la differenza tra cassa e stipendio; perdendo l’azienda anche i requisiti posti dal decreto Burlando, non si profilerebbe più come una riconversione, ma una vera speculazione edilizia; ovvero, se invece l’azienda vuole continuare con la riconversione, non può procedure alla chiusura e si deve fare carico della forza lavoro, ancora in essere, che negli anni, con prepensionamento e auto-licenziamento, si è ridotta a 13 unità”.

 

“Ora le opzioni sono due” – interviene seccamente il consigliere pentastellato pietrese Cutturini, - “O Colaninno restituisce tutti i soldi degli ammortizzatori sociali o cede le aree al Comune di Pietra Ligure e alla cittadinanza”, che non risparmia neanche il primo cittadino Valeriani, “Stante il fatto che quelle sono aree private e la normativa regionale gli permetta di fare scempio del litorale, ci chiediamo come possa legare il suo nome a una speculazione del genere e lasciare questo ricordo alle future generazioni pietresi”.

Conclude Mantero: “il problema delle volumetrie è legato alla questione dei porticcioli e ai vecchi indirizzi regionali datati fine anni 90, come anche per i campi da golf. Senza cemento secondo la Regione che, da decenni sostiene questa scellerata tesi in Liguria non si può realizzare alcuna opera a mare di questo genere contrariamente a quello che hanno fatto nella vicina costa Azzurra. Stesso problema lo abbiamo per gli altri porti tra cui Ceriale in primis o come si può vedere gli scempi edilizi di nuovi porti turistici già realizzati negli ultimi decenni, soprattutto nell'imperiese. Ma la domanda di fondo che ci si deve porre è questa: in periodi di crisi economica e di crolli dei mercati immobiliari, come è possibile sostenere economicamente opere del genere? Da dove arriveranno gli investimenti? E in quale modo?”.

 

Nel parte finale del documento il M5S sottopone dunque una serie di quesiti al Ministro, tra i quali:”se non ritenga opportuno stabilire come sia stato possibile finanziare per oltre 6 anni con denaro pubblico (cassa integrazione) un progetto privato che non ha rispettato le indicazioni iniziali, passando dalla ristrutturazione alla chiusura dell’azienda; se non ritenga il ministro, avendo l'azienda usato denaro pubblico, prevedere che la stessa risarcisca allo Stato tutta la cassa integrazione per ristrutturazione percepita e restituire agli operai la differenza tra la cassa e lo stipendio; perché in una situazione di chiusura dell’azienda, sono ancora attive le concessioni demaniali”.

 

 

C.G.

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