La cessione del 15% della Spui da parte della Provincia, la società che si occupa della promozione dell'università di Imperia, è stata all'ordine del giorno dell'incontro di questa mattina tra il Presidente della Provincia Luigi Sappa e i sindaci dei comuni del savonese a cui l'ente dovrebbe cedere le quote. Erano presenti le amministrazioni di Alassio, Ceriale, Andora, Pietra Ligure e Loano, oltre al Prefetto Silvana Tizzano, l'Assessore Provinciale Ornella Arimondo e i membri della Spui, il Presidente Massimiliano Ambesi, e il dirigente Francesco Di Mieri.
Sappa ha aperto la riunione illustrando ai presenti la struttura universitaria, ricordando la possibilità di acquisire il palazzo dell'Igiene, di proprietà dell'Asl, che si trasferirà a breve nel palasalute, sede adatta per la costruzione dell'ipotetico campus universitario imperiese.
I comuni del savonese sono interessati all'acquisizione delle quote della Spui, nonostante il polo imperiese sia fuori provincia, infatti non mancano gli studenti che frequentano i corsi a Imperia. Per citare qualche dato, aggiornato a novembre 2014, ci sono 46 iscritti provenienti da Albenga, con 157 laureati, 27 gli iscritti di Alassio, con 65 laureati, 26 gli iscritti all'Università di Imperia provenienti da Andora, con 47 laureati, 17 da Loano con 43 laureati e 7 da Pietra Ligure, con 35 laureati.
L'acquisizione delle quote comprenderebbe il 15% del capitale sociale della Spui che è di 1milione 270mila euro.
Da uno studio basato sui dati Istat del 2013, la Provincia di Imperia ipotizza una ripartizione delle quote a seconda del numero degli abitanti. Albenga sarebbe il comune che acquisirebbe il maggior numero di azioni, pari al 4,15% per un importo totale di circa 5mila euro. Finale Ligure, porterebbe a casa il 2,05% con 2500 euro di azioni. Un'altra ipotesi di ripartizione delle quote riguarda il numero di iscritti ai corsi imperiesi.
Il Presidente della Spui Massimiliano Ambesi ha sottolineato la solidità della società, ricordando che ha chiuso da sempre i bilanci in attivo, investendo gli utili in infrastrutture, e che per oltre quindici anni ha contato costantemente su oltre mille unità, dato importante per una sezione distaccata. "Le spese a carico dei comuni - ha aggiunto - sono diminuite nel corso degli anni e si conta di ridurle ulteriormente con il prossimo bilancio".
Pur condividendo l'idea di base, i sindaci intervenuti hanno manifestato la propria perplessità, soprattutto in materia di costi e di opportunità.
"Credo molto in questa società - ha detto il Sindaco di Andora Mauro Demichelis - non ne metto in dubbio il valore, visto che io stesso ho frequentato l'università di Imperia ed essendo Andora il primo paese della provincia di Savona, so che molti studenti preferiscono usufruire dei servizi di questo polo accademico, mi chiedo però se i comuni possono giustificare l'acquisizione della quote, perché noi potremmo fare operazioni di questo tipo solo a fini istituzionali, per cui dobbiamo capire se ci sono gli estremi e che capitoli di spesa della Spui andremmo a finanziare con il nostro contributo".














