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Al Direttore | 27 novembre 2015, 11:08

Trenitalia: racconto di un utente "Ritardi e disagi all'ordine del giorno"

Trenitalia: racconto di un utente "Ritardi e disagi all'ordine del giorno"

Questa è la cronaca di quanto successo oggi, 25 novembre, in un viaggio da Brescia a Savigliano .
Il treno Frecciabianca 9732 diretto a Savona, in viaggio da Venezia Santa Lucia a Torino Porta Nuova, accumula un progressivo ritardo che dai 22 minuti a Milano, supera i 35 quando il convoglio giunge a Torino.
Alle 19.30 chiedo al capotreno quale sia la soluzione migliore per raggiungere Savigliano, considerato il progressivo aumento del ritardo: scendere a Torino Porta Susa e continuare il viaggio sul treno sfm 4794 in partenza alle 20.01 (stante la matematica certezza di perdere il precedente treno delle 19.49), oppure proseguire sino a Porta Nuova ed attendere il successivo treno regionale veloce 10129 delle 20.25.
Non sono ovviamente l'unica passeggera a dover proseguire il viaggio sulla linea Torino-Savona, e tutti riceviamo la medesima informazione: proseguire sino a Porta Nuova dove il treno in partenza attenderá l'arrivo del treno Frecciabianca su cui stiamo viaggiando. In particolare, tra di noi, c'è una persona disabile che ha prenotato l'assistenza a terra e che viene rassicurata dalle parole del capotreno "Il treno in partenza per Savona attenderà il suo arrivo. Ho parlato adesso con il collega. Al binario di arrivo è già pronta la mini car che la condurrà al nuovo treno, stia tranquillo".
Il treno Frecciabianca 9732 giunge così a Torino Porta Nuova alle 20.26 e, con gli altri passeggeri in transito, ci avviciniamo al mezzo su cui viene fatta accomodare la persona disabile per raggiungere il binario in cui dovrebbe trovarsi il treno per Savona.
A quel punto scopriamo che il treno è stato soppresso ed inizia l'incubo.

Alla persona disabile, dopo l'intervento scocciato del responsabile dell'assistenza, viene garantito un taxi con cui proseguire il viaggio e giungere a destinazione, mentre alla sottoscritta, dalla medesima persona, viene riservato un arrogante quanto sconvolgente trattamento. Di fronte alle mie rimostranze per gli oltre 30 minuti di ritardo del treno Frecciabianca e la soppressione del treno che avrebbe dovuto attendere i passeggeri diretti verso Savona, il responsabile inizia una filippica sulle pretese dei viaggiatori e sul diritto del personale di Trenitalia di aderire allo sciopero indetto a partire alle ore 21. Faccio presente che il treno era previsto alle 20.25 e il mio interlocutore, con malo modo ed aggressività verbale prosegue con inaccettabile veemenza. A quel punto chiedo di declinare le sue generalità in quanto responsabile dell'assistenza clienti, perché intendo segnalare questo atteggiamento, e mi viene risposto che non mi é dovuto proprio nulla, quindi l'indisponente personaggio mi volta le spalle e se ne va.
Mi rivolgo dunque alla Polizia che presidia la stazione per esporre quanto accaduto e, accostandomi ad un poliziotto nei pressi del binario, noto un gruppetto di persone alterate che descrivono l'antefatto della soppressione del treno per Savona. Si tratta di pendolari, lavoratori e studenti, che quotidianamente utilizzano i treni su quella tratta. Tutti informati dello sciopero indetto dalle ore 21, erano stati rassicurati al mattino che il convoglio delle 20.25 sarebbe regolarmente partito, quindi hanno vidimato il biglietto e sono saliti sul treno pronto al binario. Se non che, pochi minuti prima delle 20.25, sono stati fatti scendere dal treno che é stato soppresso "causa sciopero del personale di Trenitalia". Nel frattempo in stazione risuonava la voce all'altoparlante avvisando i signori viaggiatori che, dalle ore 21, i treni non sarebbero più stati garantiti causa sciopero. Erano le ore 20.40....

Siamo una quarantina e, su indicazione del poliziotto, ci rechiamo allo sportello dell'assistenza clienti presso la biglietteria, chiedendo di parlare con un responsabile, dato l'analogo arrogante trattamento che tutti abbiamo ricevuto dal personale in servizio nell'ufficio e presso i binari. Il solito responsabile, con la solita veemenza, ci nega qualsiasi contatto con un suo superiore e, alla richiesta di aiutarci a trovare una soluzione, insiste nel colpevolizzarci farneticando che spettava a noi prevedere l'annullamento di un treno in partenza mezz'ora prima dello sciopero, visto che non sarebbe giunto a destinazione entro le 21.....
La nostra incredulità, insieme alla tensione, continua a salire. A quel punto il poliziotto, cui si erano aggiunti altri 5 colleghi, inizia a mediare tra il nostro nutrito gruppo esasperato ed i 5 dipendenti di Trenitalia che, al di lá del banco, continuavano indifferenti a parlottare fra loro, ignorandoci ed ignorando la nostra richiesta di aiutarci a trovare una soluzione per poter rientrare a casa. Non potevamo certo trascorrere la notte in stazione! E domani, per lo sciopero annunciato, non sono previsti treni sino alle ore 18.
Il solito responsabile solo di fronte all'autorevolezza del poliziotto ha consentito al medesimo di contattare il responsabile con una telefonata e, dopo una lunga conversazione - evidentemente e finalmente resosi conto dell'illecito commesso sopprimendo un treno in partenza 35 minuti prima dell'inizio dello sciopero - l'agente otteneva la promessa della predisposizione di un nuovo treno nei successivi 60/75 minuti.

Nel frattempo si sono fatte le 21 e siamo stati cacciati dalla biglietteria, subito sprangata dall'interno, mentre il personale scompariva nel retro lasciandoci fuori, al freddo, senza nemmeno una parola, un tentativo di conciliazione, men che mai le scuse per il disagio arrecato.
I minuti previsti sono diventati 95 ed alle 22.35 il treno diretto a Savona ha lasciato il binario 1 con il suo carico umano esausto, infreddolito e senza che una sola persona con la divisa Trenitalia si sia degnata di considerarne i diritti.

Voglio ringraziare, anche a nome degli altri passeggeri, le forze dell'ordine che si sono fatte carico del nostro problema, in particolare l'agente, di cui ignoriamo il nome, che é rimasto con noi dentro la biglietteria e soprattutto al di fuori, andando oltre le sue competenze e facendosi carico di quelle del personale di Trenitalia colpevolmente assente ed indifferente.
In qualsiasi altro paese cosiddetto civile una simile situazione non sarebbe probabilmente accaduta e, soprattutto, qualcuno sarebbe ora chiamato ad assumersi le proprie responsabilità. Dubito che qui accada è tutto proseguirá come sempre, tra l'indignazione di chi subisce e l'indifferenza di chi dovrebbe far funzionare un servizio per cui viene profumatamente pagato.
In tempi in cui l'incertezza regna sovrana, per noi pendolari sfiniti dalle quotidiane disavventure dei viaggi in treno, una sola cosa è certa: stanotte siamo arrivati a casa e l'odissea si è conclusa. Fino alla prossima.
P.B.

cs

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