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Attualità | 22 giugno 2016, 19:12

GSL Albenga, tutti a casa i 53 dipendenti. Infuriati i sindacati: "Responsabile del licenziamento collettivo è la Regione"

Incontro oggi in Regione: "Sindacalmente non c'è una spiegazione logica, probabilmente le trame che hanno portato a ciò, le scopriremo presto".

GSL Albenga, tutti a casa i 53 dipendenti. Infuriati i sindacati: "Responsabile del licenziamento collettivo è la Regione"

"Un incontro assolutamente negativo ed a questo punto, è chiaro che  la responsabilità del licenziamento collettivo di 53 persone è della Regione". Queste le dure parole di rabbia e delusione provenienti da Dabove e Bellini (CGIL) al termine dell'incontro con l'assessore alla Sanità Sonia Viale.

L'incontro sul GSL di Albenga oggi in Regione era un atto dovuto per completare la procedura dei licenziamenti collettivi, ma la speranza, finì ad oggi, era quella che si potesse trovare una soluzione alternativa a questo ed evitare che altre 53 persone potessero rimanere senza lavoro e che si arrivasse all'interruzione  di un servizio per i cittadini, interruzione peraltro che potrebbe prevedere tempi lunghi dato che il bando di gara per una nuova gestione privata del reparto non è ancora stato fatto. Affermano i sindacalisti: "In anni di lavoro nel sindacato non abbiamo mai visto una cosa del genere. Solitamente le aziende chiudono quando non c'è lavoro. Non è questo il caso. Soprattutto, però lascia senza parole il fatto che è del tutto evidente che siamo arrivati a questo punto per una scelta precisa della parte politica della regione (ndr. Sonia Viale) scelta che sindacalmente non ha alcuna spiegazione logica spiegazione che, dunque evidentemente sarà funzionale ad altre scelte che ad oggi non ci sono state esplicitate".

Rabbia e costernazione per la chiusura totale anche da parte dei lavoratori che a dicembre avevano ricevuto la promessa di una tutela e la garanzia della continuità del servizio garanzie entrambe disattese prima dalla mancata proroga dell'attività del Gsl almeno fino all'espletamento del bando di gara, poi dalla totale mancanza di tutele e al rifiuto di predisporre ammortizzatori sociali per i dipendenti e inoltre dalla mancanza di chiarezza sia sui tempi del nuovo bando sia sull'inserimento nello stesso della clausola sociale e sui suoi contenuti.

"Un bando di gara come questo potrebbe richiedere tempi molto lunghi senza contare i possibili intoppi che si potrebbero riscontrare, inoltre da quel che sappiamo ad oggi il bando ancora non c'è e non sappiamo quando potrà essere pubblicato -concludono Dabove e Bellini - Come la Regione anche noi volevamo una soluzione pulita e chiara ed eravamo pronti al dialogo su qualunque decisione, in otto mesi, invece, non si è voluto fare nulla per i 53 dipendenti. È molto chiaro dove siano le responsabilità arrivati a questo punto".

Mara Cacace

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