Si è tenuto oggi a Savona un incontro nel quale il segretario generale SPI CGIL Ivan Pedretti ha spiegato la riforma delle pensioni che presenta importanti novità.
Spiega Pedretti "I tratti salienti della riforma prevedono alcuni importanti punti. PEr i pensionati con un reddito fino a 8.125 euro l'anno non le pagherà più, né quelle nazionali né quelle locali. In questo modo la cosiddetta "no tax area" viene definitivamente equiparata a quella dei lavoratori dipendenti.
Continua "Inoltre saranno aumentate del 30% per chi ha un reddito mensile fino a 750 euro. Sono interessati circa 2,1 milioni di pensionati. Le riceveranno per la prima volta anche tutti quelli che hanno un reddito mensile fino a 1.000 euro. In questo caso gli interessati sono circa 1,2 milioni di pensionati.
Mentre per il futuro possiamo dire che dal 2019 si ritorna al meccanismo di rivalutazione delle pensioni antecedente a quello Monti-Fornero che consente una maggiore tutela del potere d'acquisto. C'è inoltre l'impegno ad aumentare la base di calcolo della pensione."
Importanti, inoltre le novità anche per chi sta per andare in pensione, infatti spiega il Segretario Generale "Per chi si avvicina alla pensione potrà beneficiare di ricongiunzioni gratuite, cioè non si pagherà più la riunificazione dei contributi versati in diverse gestioni previdenziali, aspetto importante anche per i giovani che con i nuovi tipi di contratto saltano spesso da una tipologia all'altra e rischiavano di pagare ingenti somme ai fini pensionistici"
"Per i Lavoratori precosi - aggiunge - sono state cancellate le penalizzazioni per l'accesso alla pensione prima dei 62 anni. I lavoratori che hanno 12 mesi di contributi anche non continuativi prima del compimento dei 19 anni che sono disoccupati senza ammortizzatori sociali, in condizione di salute che determinano una disabilità e occupati in alcune attività particolarmente gravose potranno inoltre andare in pensione con 41 anni di contributi."
Continua rivolgendosi anche ad altre categorie come i lavoratori usuranti " Per loro cambia la legge vigente. Ci saranno meno vincoli per l'accesso alla pensione e l'eliminazione della finestra mobile e dell'attesa di vita."
Infine precisiamo che esistono novità anche per quel che concerne l'Ape:
APE SOCIALE. Con l'anticipo pensionistico agevolato chi ha 63 anni potrà andare in pensione 3 anni e 7 mesi prima. I costi saranno coperti dallo Stato attraverso specifiche detrazioni fiscali.
APE VOLONTARIA. Ha invece costi molti alti per i lavoratori ed è per questo che su questo punto il nostro giudizio è negativo.
Nel caso dell'Ape agevolata e dei lavoratori precoci il nostro giudizio è legato alla definizione delle platee interessate, che sarà oggetto di un ulteriore confronto tra sindacati e governo.


















