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Politica | 06 giugno 2017, 15:45

Sms arriva alla persona sbagliata: bufera su Raffaella Paita

La capogruppo Pd: "Ho solo fatto gli interessi dei lavoratori. Il centrodestra però me ne fa una colpa". Lega Nord e Movimento 5 Stelle: "La cassa integrazione sfruttata per scopi elettorali"

Sms arriva alla persona sbagliata: bufera su Raffaella Paita

Un sms inviato alla persona sbagliata fa scoppiare il putiferio su Raffaella Paita. Convinta di scrivere al ministro Poletti, la Paita segnala: "Ciao Ministro, sono il capogruppo PD in Liguria. Ci sono i lavoratori di Ericcson in consiglio. Vorrebbero un incontro con te sul tema della cassa integrazione. Anche in vista delle prossime elezioni sarebbe importante concederlo".

Il messaggio, invece, non viene indirizzato a Giuliano Poletti, ma a Giampaolo Poletti, amico dell'assessore regionale Giampedrone, che commenta: "I lavoratori vanno tutelati sempre, non solo in vista delle elezioni".

Ne nasce una bagarre politica. Scrive il Movimento 5 Stelle della Liguria: "Uno scambio di battute da pelle d'oca che dimostra come le dita, spesso, siano più veloci del cervello e tradiscano la vera natura di chi scrive.

Chi ha usato queste parole? Raffaella Paita, pochi giorni fa, stigmatizzando - giustamente - la vergognosa xenofobia social di Toti. La stessa Paita che oggi, con l'epic fail dell'sms al Poletti sbagliato, rivela la concezione cinica, calcolatrice e opportunistica che ha della politica e del ruolo delle istituzioni.

Utilizzare i lavoratori di Ericsson in crisi occupazionale per un tornaconto politico-elettorale rivela la vera natura di un Partito Democratico che ha ormai perso ogni rapporto con la realtà, con i problemi veri dei cittadini e dei lavoratori, trattati come bieco strumento di propaganda. Ecco quanto valgono i lavoratori per il Partito Democratico. È questa l'idea di cambiamento che hanno in mente per i prossimi cinque anni a Genova?"

Replica il gruppo PD in Regione: "Sulla vicenda dell’sms inviato al Poletti “sbagliato” crediamo sia in atto un goffo tentativo di strumentalizzazione da parte del centrodestra, che dev’essere davvero messo male per attaccarsi a una vicenda come questa. Lo spirito con cui il nostro capogruppo ha inviato quel messaggio era sollecitare un intervento del Ministro, in una vertenza importante e difficile come quella di Ericsson. E ci chiediamo sinceramente cosa ci sia di male nel sollecitare un proprio rappresentante di governo a intervenire il più velocemente possibile in favore dei lavoratori, anche per evitare strumentalizzazioni elettorali come quelle che si sono puntualmente verificate. Ringraziamo comunque gli esponenti del centrodestra di aver segnalato la cosa, così la nostra capogruppo ha potuto mandare il messaggio al Poletti giusto".

Anche Raffaella Paita, capogruppo PD in Liguria, chiarisce le proprie posizioni: "Questa mattina un sindacalista mi ha chiamata per chiedermi di anticipare la discussione su Ericsson nella riunione dei capigruppo. E così mi sono subito attivata con il presidente Bruzzone, insieme al collega Muzio. Poi si è tenuto l'incontro nel corso del quale, in un clima teso, i lavoratori hanno chiesto di stimolare il governo a concedere un faccia a faccia per la cassa integrazione. Ho inviato un messaggio per chiedere l'incontro. Questa è la vicenda. Secondo il centrodestra dovrei vergognarmi perché ho scritto un sms al ministro Poletti per chiedergli di intervenire sulla vertenza Ericsson. Ma d'altra porte cosa dobbiamo aspettarci da gente che non ha mai difeso in vita sua i lavoratori? Non ho mica parlato di “bestie straniere” o messo “mi piace” a chi chiedeva di mettere gli stranieri o i gay nei forni, come hanno fatto illustri esponenti della destra ligure. E se ho parlato di elezioni imminenti, nel mio sms, è solo perché non volevo – come infatti poi è accaduto – che il centrodestra strumentalizzasse la vicenda Ericsson per fini elettorali. Il mio unico errore è stato quello di spedire il messaggio al Poletti “sbagliato” (un omonimo del Ministro). Quando mi sono accorta dello sbaglio ho inviato l'sms al Ministro del Lavoro. Credo sia mio dovere, come esponente dell'opposizione, fare di tutto per difendere l'occupazione sul mio territorio. Se per il centrodestra questo è sbagliato, allora sono loro che dovrebbero chiedere scusa. Naturalmente pubblicare sms privati (anche quelli in favore dei lavoratori) come il mio è una violazione della privacy e dimostra che la mia sensazione di “strumentalizzazione politica” era del tutto fondata". 

Redazione

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