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Eventi | 10 dicembre 2019, 11:27

Savona, l'associazione "A Campanassa" conclude per l'anno 2019 il ciclo delle celebrazioni del 95° anniversario di fondazione

L'appuntamento è fissato per sabato 14 dicembre

Savona, l'associazione "A Campanassa" conclude per l'anno 2019 il ciclo delle celebrazioni del 95° anniversario di fondazione

L’appuntamento di sabato 14 dicembre conclude per l’anno 2019 il ciclo delle celebrazioni del 95° anniversario di fondazione. Come noto l’A Campanassa ha preparato un programma molto intenso ed interessante che proseguirà nell’anno 2020, nei tempi e con le modalità che deciderà il nuovo Consiglio Grande sulla base del progetto già approvato.

L’A Campanassa ho sostenuto un non indifferente impegno, per altro aiutato da alcuni generosi sponsor, che hanno compreso l’alto significato storico e culturale del programma, all’insegna “La Torre racconta”, in cui lo scopo perseguito, rivolto non solo ai giovani, si concreta nel messaggio “la memoria della cultura e della tradizione rappresenta la base della nostra identità”. Pertanto il 14 dicembre, a chiusura del programma dell’anno solare 2019, è auspicabile la presenza, in gran numero, degli amici, dei soci della A Campanassa, savonesi e non, quali primari e coscienti testimoni verso la Città, quale concreto esempio di condivisione ed attaccamento ai valori primari e fondanti della nostra Comunità

Ecco il programma:

l’A Campanassa, sabato 14 dicembre 2019 alle ore 18,30 in Savona alla Torre del Brandale, nella Sala dell’Anziania, presenta Graziano Ferrari, sul tema "Savona e la sua Storia. Il Terremoto del 23 Febbraio 1887 - Memoria e scienza". 

Graziano Ferrari, docente associato di Ricerca presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia a Bologna, dal 1973 ha avuto una variegata attività di ricerca sia in ambito pubblico che privato, e dal 2008 a metà 2019 è stato Dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Ha dedicato la sua più che quarantennale attività al recupero, analisi ed elaborazione del dato storico strumentale e non strumentale della sismologia, occupandosi anche del recupero del dato storico di altri eventi naturali estremi (eruzioni vulcaniche, frane, alluvioni) e della relativa informalizzazione. La divulgazione sui temi dei rischi da eventi naturali estremi è sempre stato un aspect importante della sua lunga carriera professionale

Principali referenze bibliografiche: Ferrari G. (2004-2009). Viaggio nelle aree del terremoto del 16 dicembre 1857, L'opera di Robert Mallet nel contesto scientifico e ambientale attuale del Vallo di Diano e della Val d'Agri. 6 voll. e 3 DVDROM multimediali, Bologna: SGA Storia - Geofisica – Ambiente. Ferrari G. (a cura di, 2014). Dal Cielo alla terra. Meteorologia e sismologia in Italia dall’Ottocento a oggi, Bononia University Press, Bologna, 383 pp. - Guidoboni E.; Ferrari G., Mariotti D., Comastri A., Tarabusi G., Sgattoni G., Valensise G. (20178), CFTI5Med, Catalogo dei Forti Terremoti in Italia (461 a.C.-1997) e nell’area Mediterranea (760 a.C.-1500). Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Valensise G., Tarabusi G., Guidoboni E. and Ferrari G. (2017), The forgotten vulnerability: A geology- and history-based approach for ranking the seismic risk of earthquake-prone communities of the Italian Apennines, International Journal of Disaster Risk Reduction, doi: 10.1016/j.ijdrr.2017.09.0148

Il Terremoto, così in sintesi il pensiero del nostro relatore: “In Italia, numerosi devastanti terremoti hanno caratterizzato la storia della sismologia e hanno stimolato lo sviluppo disciplinare. Fra questi, il terremoto della Liguria occidentale del 23 febbraio 1887 rappresentò un momento di svolta che portò alla nascita del servizio geodinamico istituzionale. In Italia gli eventi naturali estremi continuano a consumare risorse economiche, vite umane e coesione sociale, in misura sproporzionata rispetto all’eccellenza della tradizione e della ricerca scientifica italiana. Ma allora cos’è che non funziona? Da oltre 130 anni abbiamo una mappa della pericolosità sismica del nostro paese che è in continuo aggiornamento e con cui la legge impone che si costruisca e si ristrutturi l’edilizia pubblica e privata per renderla sismo-resistente. Poiché la pericolosità sismica è una caratteristica del territorio, per difenderci agiamo riducendo la vulnerabilità del patrimonio edilizio di quel territorio. Contrariamente a quanto si crede, tuttavia, gli attori principali della difesa dagli effetti distruttivi dei terremoti non sono solamente la scienza e la politica, ma entra in gioco anche una responsabilità individuale. La causa principale di distruzioni e vittime anche per i terremoti più recenti è nella vulnerabilità intrinseca e aumentata del nostro patrimonio edilizio. I primi a doverci curare della nostra sicurezza siamo noi, con la consapevolezza di grande attenzione ai momenti di trasferimento e alfabetizzazione al rischio: oltre ai ricercatori, occorre una platea pronta e interessata a recepire ed elaborare una nuova cultura della sicurezza. Cultura  non accademica ma popolare, della gente che quando costruisce o restaura la propria casa, non si preoccupi solo di vederla realizzata completa, bella ma si preoccupi che sia sicura. Si preoccupi di non morirci dentro”.

La A Campanassa si fa promotrice per la realizzazione di un progetto che unisca le Istituzioni locali (Curia, Comune, Enti, Associazioni, privati ecc.) onde valorizzare la cultura e l’amore per il territorio, al fine di renderlo fruibile ai savonesi, a coloro che amano l’ambiente (ecosostenibile) in cui vivono e lavorano, ai turisti che visitano ogni anno la nostra città.

Confidiamo, pertanto, sulla presenza dei giovani, delle famiglie, della città per conoscere il nostro territorio, di cui l’arte e la cultura rappresentano uno dei momenti fondanti per anche per l’economia (turismo per esempio), per i giovani che intraprendono nuove esperienze di lavoro, una nuova fonte di vita, sulla base delle nuove tecnologie in studio ed in atto.

 

Comunicato stampa

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