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Politica | 14 febbraio 2020, 09:19

Nuove antenne per il 5G a Finale. La questione arriva in Consiglio comunale ma c'è il rinvio

Proposto con una mozione dalle minoranze un ordine del giorno per annullare il contratto per i nuovi apparati. Ma l'amministrazione alla fine decide per prendere altro tempo

Nuove antenne per il 5G a Finale. La questione arriva in Consiglio comunale ma c'è il rinvio

Il 5G è arrivato in Consiglio comunale a Finale. O meglio, non una vera e propria discussione sulla nuova velocità di rete in senso stretto, piuttosto sull'arrivo nella cittadina di una serie di nuove antenne sulla quale sarebbe in un futuro possibile far scorrere le nuove frequenze.

A portarlo nella sala consiliare una mozione delle minoranze “Per Finale”, “Le Persone al Centro” e “Finale in Movimento” ed una folta rappresentanza di cittadini appartenenti al comitato “Finale senza elettrosmog” o semplici interessati all'argomento.

Proposto un ordine del giorno per chiedere la risoluzione consensuale del contratto con la IWI S.p.A., concessionaria designata per i 20 nuovi apparati previsti, oltre al diniego di spazi pubblici per nuove antenne o l'ampliazione di impianti già esistenti per emissione di campi electromagnetici.

A spiegarne le motivazioni, non solo tecniche, il consigliere Gualberti: “La legge ci dice che non ci sono necessità di arrivare primi, in quanto non rientra il nostro Comune in quelli indicati dal Ministero, nemmeno necessità tecniche, visto che le attuali 29 antenne già installate potrebbero ampliare il loro segnale. Sono impianti semplici che in qualunque momento con pochi lavori e poche autorizzazioni possono essere pozizionati. La nostra domanda quindi è: perchè tutta questa fretta? Approfondiamo”.

Inoltre non c'è un interesse economico rilevante. Prendiamoci un termine per riflettere e vedere cosa accade nel mondo, e dall'altra parte stabilire il principio per cui gli spazi pubblici non vengano concessi per l'installazione di queste antenne” ha poi concluso.

Preservare la salute a fronte di un incasso di 12.000 euro annui per il Comune. Questa insomma la considerazione della minoranza, ribadita poi dal consigliere Tiziana Cileto: “Al di fuori delle nostre opinioni personali, come amministratori dobbiamo decidere cos'è meglio per Finale riguardo a questo argomento. Siamo una città turistica, ed il turista non cerca l'internet delle cose ma la bellezza. E questa non sono le antenne, ma altre cose che già abbiamo”.

Come medico mi fido dei pareri degli studiosi che parlano di pobbili danni relativi a questa tecnologia. Da amministratrice dico che è una decisione che dovremmo far prendere ai nostri cittadini” ha quindi concluso la rappresentante di 'Per Finale'.

La risposta è arrivata dal sindaco Frascherelli, che ha ribadito le sue precedenti posizioni espresse in una nota nelle scorse settimane (LEGGI QUI). “Il sindaco non si può opporre alle opere di urbanizzazione primaria. A Finale non sarà in atto nessuna sperimentazione, il Comune al massimo concederà i suoi spazi, che altrimenti l'operatore richiederebbe al privato. Questi soldi in mano all'ente andrebbero utilizzati nella spesa corrente, utile per portare avanti, ad esempio, il sociale”.

L'intenzione della giunta è dare incarico di varare un regolamento aggiornato che permetta di valutare gli effetti dell'inquinamento elettromagnetico sul territorio ed indicare i punti in cui le installazioni potranno essere vietate” ha quindi aggiunto il primo cittadino.

Con un colpo di scena però, dopo una riunione dei capigruppo richiesta dalla consigliere della Lega Marinella Geremia, considerata la rilevanza della questione, si è giunti al rinvio della discussione “nella speranza di poter, ove possibile, arrivare ad un ordine del giorno condiviso”, come ha annunciato al consiglio il sindaco.

Mattia Pastorino

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