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Attualità | 31 marzo 2020, 18:55

Coronavirus, Toti in diretta con i giornali del nostro gruppo editoriale: "Dopo Pasqua potrebbero esserci parziali riaperture" (VIDEO)

Il governatore è stato intervistato dai giornalisti Carlo Alessi e Federico Marchi per Sanremonews, Angela Panzera per Imperianews, Roberto Vassallo per Savonanews e Felix Lammardo per La Voce di Genova

Coronavirus, Toti in diretta con i giornali del nostro gruppo editoriale: "Dopo Pasqua potrebbero esserci parziali riaperture" (VIDEO)

La situazione in tutta Italia sarà la stessa almeno per le prossime due settimane, dopo Pasqua potrebbe esserci un generale ripensamento delle strategie”. Lo ha detto il presidente della regione Giovanni Toti nella diretta di questo pomeriggio con i giornalisti del nostro gruppo editoriale.

Il governatore è stato intervistato dai giornalisti Carlo Alessi e Federico Marchi per Sanremonews, Angela Panzera per Imperianews, Roberto Vassallo per Savonanews e Felix Lammardo per La Voce di Genova.



L’idea del governo – ha proseguito Toti - su cui verificheremo le condizioni al momento, se i dati dovessero calare, è di riaprire l’industria, le catene logistiche alla fine delle vacanze pasquali, poi le attività con le precauzioni del caso: rispetto delle distanze di sicurezza e mascherine, alla fine di aprile e, dopo il ponte del 1 maggio potrebbe esserci uno stock di riaperture delle attività legate a turismo e ristorazione, ma ragioniamo su dati di tendenza, è un’idea che deve essere avallata dai numeri”.

Il presidente della regione ha risposto ad alcune domande relative ai letti in ospedale, spiegando che in regione, i posti in terapia intensiva sono passati da meno di 100 a circa 190, necessari a ospitare i pazienti, che a oggi, secondo il dato ufficiale, sono 179. “Questo non vuol dire che il caos nei pronto soccorsi o lo stress nel personale, che ringrazio tantissimo, non ci sia”, ha specificato Toti, il quale in risposta a un nostro lettore preoccupato del possibile arrivo dei turisti a Pasqua ha rassicurato: “Ci sarà un nuovo decreto che vieterà di muoversi dai luoghi di residenza”.

Toti ha poi chiarito quelle che sono e che saranno le strutture che ospitano i degenti nella fase post ospedaliera, ricordando quella di Spezia, a cui, ha detto, se ne aggiungerà un’altra, le tre di Genova e la scuola di polizia penitenziaria di Cairo Montenotte. Il governato ha ricordato anche i bandi per gli alloggi destinati al personale sanitario.

A proposito di personale, Toti ha chiarito, per quanto riguarda le strutture per anziani, che Alisa ha messo in atto un protocollo che prevede una figura professionale da mettere in contatto con le strutture per un confronto sulle scelte dei direttori sanitari, spazi per isolare i pazienti positivi, dispositivi di protezione per gli operatori che verranno sottoposti a test sierologici.

 Sui fondi in arrivo dal governo, Toti ha chiarito: “Non cambiano la vita dei comuni, sia i 4,3 miliardi che i 400 milioni sono un anticipo di fondi già destinati alle amministrazioni comunali. Il problema sarà quello di dare capacità reale di spesa, ancora oggi mancano decreti attuativi. Non si può stare in casa con le braccia conserte sperando di avere lo stesso tenore di vita, ora dobbiamo stare tutti a casa, ma poi c’è bisogno di vincere la guerra con aiuti a imprese e cittadini e con la voglia di rimboccarci le maniche, ovviamente con i dovuti sistemi di sicurezza”.  

Il governatore ha poi risposto alla domanda sulla bandiera dell’Europa che oggi il suo assessore Gianni Berrino ha rimosso dallo studio: “Io la terrò, credo nel ravvedimento operoso, abbandonare gli altri paesi non credo che porterebbe fortuna ai tedeschi”, ha spiegato.

Sulla proposta del collega governatore del Piemonte Alberto Cirio di dare maggiori poteri alle regioni per gestire l’emergenza, Toti ha detto: “Credo che maggiori poteri a comuni e regioni faciliterebbero le cose, il problema è la complicatezza con cui i fondi passano dal governo alle regioni e poi ai cittadini”.

A proposito di autonomia, Toti, rispondendo a una domanda di un nostro lettore sulla possibilità che i giardinieri tornino a lavorare, ha detto: “Ragioniamo di fare un’ordinanza regionale. Credo che questa categoria possa essere assimilata ai produttori agricoli”.

Commentando infine i dati regionali, arrivati al termine della diretta, che vedono 160 nuovi casi rispetto a ieri, con 31 morti, Toti ha spiegato: "Segno che siamo nel plateau".

Francesco Li Noce

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