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Attualità | 04 luglio 2020, 10:30

La Voce dei Giovani con Yepp Albenga: "Musicista, ma di lavoro?"

Esiste ancora spazio per la cultura e la musica anche durante la crisi?

Foto di Sergio Tora Asaro IG: @sergio_asura FB: @Sergio.Asura

Foto di Sergio Tora Asaro IG: @sergio_asura FB: @Sergio.Asura

YEPP Albenga è l’associazione che aiuta i giovani a realizzare le proprie idee, a diventare cittadini attivi, e a portare ad Albenga il cambiamento che desiderano. Ha sede nel Centro Giovani di Piazza Corridoni 9, ex Cinema Astor.

 

Musicista, ma di lavoro?

Esiste ancora spazio per la cultura e la musica anche durante la crisi?

Partiamo dalle origini: cos'è la musica? La musica è classificata e riconosciuta in generale come l' arte del suono.

Il suono è un fenomeno fisico che si manifesta, detto in maniera semplicistica, ogni volta che un corpo vibra, cioè ogni volta che l'onda sonora si propaga attraverso un mezzo elastico tramite rarefazione e compressione delle sue molecole.

Non si sa come, questo fenomeno è in grado di emozionarci, di influenzare inconsciamente le nostre scelte (le musiche nei centri commerciali non sono messe a caso) e addirittura di curare (come ad esempio avviene con la musicoterapia).

Cosa vuol dire essere musicisti? Ognuno può dire la sua, non c'è una definizione valida per tutti. Per me essere musicisti vuol dire essere innamorati cronici di questo fenomeno tanto da studiarlo o viverlo anche per tutta la vita e ci sono mille modi per farlo: performer, compositore, produttore, insegnante, tecnico del suono, musicoterapista e, perché no, strimpellatore seriale da spiaggia (tutti lo siamo e lo siamo stati), ognuno di questi ha il suo perché ed è, a mio avviso, da considerarsi valido.

Ora vi racconto il mio.

Io sono attualmente studente al conservatorio di G. F. Ghedini di Cuneo (studio chitarra pop/rock) e quindi mi colloco tra coloro che vogliono vivere la musica non solo come passione, ma come lavoro, non perché io sia il più bravo, ma semplicemente perché lo spazio che mi sento di dovere e allo stesso tempo volere dedicare alla musica è troppo grosso per stare dentro alla parola hobby.

Però non è stato subito così: all'inizio della musica, pur avendola sempre avuta tra i piedi (mia mamma è musicista), non me ne fregava un granché.

In realtà, già da piccolino, davo dimostrazioni di come una mela non cada poi tanto distante dall' albero sul quale è cresciuta: a 6/7 anni mi costruivo la mia batteria con i secchi che usava mio papà in campagna e, se così si può dire, la “suonavo” per ore.

A 10 anni mia mamma mi iscrisse al corso di chitarra classica ma non mi interessava molto: pur risultando portato, mollai dopo poco continuando a strimpellare per i fatti miei.

Poi nel 2009 la folgorazione: sentii alla radio il singolo “Know your enemy” dei Green Day e da lì a poco ero già alla ricerca di una chitarra elettrica e di qualcuno che mi insegnasse a suonarla.

Iniziai così a frequentare il corso di chitarra elettrica della mia scuola e da lì in poi non ho mai mollato.

Cominciai con i primi concerti: saggi della scuola di musica, concerti del liceo, le prime prove con la band nel garage di casa, e le prime serate nei locali che avevano il coraggio di farci suonare. In più, quando si riusciva, si prendeva la macchina e sia andava a Torino o Milano a seguire le band che ci piacevano della scena alternative/pop punk italiana di ormai 10 anni fa.

Poi arrivò la maturità e da lì in poi partì un percorso di studio (prima in una scuola a Milano, ora in conservatorio) e di concerti (tanti, soprattutto negli ultimi 2 anni) tra Portofino Band, orchestra di musica da ballo con la quale ho girato tutto il nord Italia non solo divertendomi ma anche imparando un po' cosa vuol dire fare il musicista di lavoro, Roberta Monterosso e Giulia Dogliatti, cantautrici nonché compagne di studi (andate sulle loro pagine, hanno molto da dire), gli I-Coustic, trio acustico (talvolta band in elettrico) formato quasi per gioco con coinquilini e amici di tutti giorni, saggi e iniziative del conservatorio e poi per ultimo ma non meno importante, partecipando (anche se poco) al progetto musica dello YEPP.

Questo che vi ho raccontato è stato il mio modo di vivere la musica fino ad ora e voglio concludere facendo un appello: il mondo della musica è in crisi, non so dirvi per colpa di chi (forse non mi interessa neanche) ma la professione che noi amiamo non è vista dalla maggior parte delle persone come tale, questo crea l' impossibilità da parte di noi musicisti di offrire il servizio di cultura e spettacolo come dovrebbe essere offerto. Credo che l'origine del problema sia sul piano didattico (è lì che nasce il musicista e la sensibilità musicale di ognuno di noi), dove la gestione degli istituti AFAM e della musica nelle scuole pubbliche a livello ministeriale non permette agli insegnanti di preparare gli allievi come da programma.

Dopo la crisi causa Covid-19 molti musicisti, tecnici del suono, operatori dello spettacolo rischiano di perdere il lavoro, ma il problema esisteva già prima.

L'Autore di questo articolo:

Daniele Spazian, 24 anni, studente di chitarra pop/rock presso il conservatorio G. F. Ghedini di Cuneo, attivo come musicista nel territorio ingauno e non solo. È stato chitarrista presso il progetto Portofino Band e altri. Ora suona nei progetti: I-Coustic, Giulia Dogliatti (Alis).




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