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Cronaca | 07 luglio 2020, 08:00

Violenza sessuale sull'ex fidanzata a Cairo: il Pm chiede 12 anni per 28enne nigeriano

Il grave episodio era avvenuto nel cortile di un palazzo a San Giuseppe di Cairo nel dicembre del 2019, ieri è proseguito il processo

Violenza sessuale sull'ex fidanzata a Cairo: il Pm chiede 12 anni per 28enne nigeriano

12 anni di carcere. Questa la richiesta del Pm Massimiliano Bolla nei confronti di Christopher Amadu, 28enne nigeriano, che nel dicembre del 2019 era stato arrestato dai carabinieri di Cairo Montenotte per aver violentato la connazionale ex fidanzata ed era stato accusato di violenza sessuale aggravata, evasione e lesioni.

La triste vicenda si era consumata intorno all’una di notte appena fuori dall’abitazione dell’uomo a San Giuseppe di Cairo, a conclusione di una serata trascorsa insieme, quando questi aveva costretto con la violenza la donna a subire un rapporto sessuale completo.

Solo le grida e la richiesta di aiuto della donna, 26enne, avevano attirato l’attenzione di un abitante dello stesso condominio di Corso Marconi che vedendo la scena aveva immediatamente chiamato il 112. Sul posto era intervenuta una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile che arrivata sul posto si era trovata di fronte l’uomo che ancora stava infierendo sulla ex compagna bloccandolo.

Il 27enne già agli arresti domiciliari (che avrebbe evaso), già nel 2015 era stato condannato per tentata violenza sessuale. La giovane era stata prontamente soccorsa e trasportata all'ospedale San Paolo dove le avevano diagnosticato 5 giorni per “escoriazioni varie da violenza sessuale”. L'uomo era poi stato richiuso nel carcere di Pontedecimo.

Nella mattina di ieri nell'aula magna del Tribunale di Savona davanti al Collegio presieduto dal presidente Marco Canepa durante la fase istruttoria è stata ascoltata dal Pubblico Ministero proprio Y.O., ex compagna di Amadu, che ha fornito la sua versione dei fatti, raccontando di essersi opposta quella sera alla richiesta dell'uomo di fare sesso.

Successivamente era stata presa per il collo, l'uomo gli aveva tirato giù gli shorts, ma, sempre nel racconto della donna, non era riuscito ad avere un rapporto sessuale con lei.

Parole che però non coincidono, sia con la querela presentata ai carabinieri che al pronto soccorso e con il racconto che hanno fornito in aula le forze dell'ordine tramite il brigadiere dei carabinieri Bozzolasco, il quale ha specificato che la donna, arrivati davanti al palazzo, urlava e chiedeva aiuto e Amadu la teneva per il collo e stava mettendo commettendo l'atto sessuale non consenziente.

Dopo la richiesta del Pubblico Ministero a conclusione della sua requisitoria, l'avvocato difensore del 27enne nigeriano Lucrezia Novaro ha richiesto per lui una perizia psichiatrica.

Il processo è stato rinviato al prossimo 13 luglio per le repliche.

Luciano Parodi

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