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Cronaca | 10 luglio 2020, 13:05

I punti cedono e l’uomo muore di emorragia: ASL 2 Savonese condannata a risarcire la famiglia dell’uomo

L'autopsia rivelò che la legatura dell’arteria cistica non fu fatta correttamente, causando un’emorragia fatale. I famigliari del deceduto, assistiti dall’Avvocato Chiarini, hanno, quindi, fatto valere la responsabilità della Struttura

I punti cedono e l’uomo muore di emorragia: ASL 2 Savonese condannata a risarcire la famiglia dell’uomo

I punti dati per legare l’arteria cistica non vengono dati correttamente, cedono e provocano un’emorragia che si rivela fatale. Un caso di malpractice sanitaria, che ha portato al decesso di un uomo di 62 anni a seguito di un intervento presso ASL 2 Savonese, per il quale i figli dell’uomo, assistiti dall’Avvocato Gabriele Chiarini, hanno intentato e vinto una causa legale.

L’uomo era stato sottoposto d’urgenza ad intervento chirurgico, tramite tecnica laparotomica, di colecistectomia, con esplorazione della via biliare mediante coledocoscopia e confezionamento di una anastomosi coledoco duodenale. Al termine dell’intervento, che sembrava essere stato eseguito da manuale, si è verificata un’importante emorragia, che ha causato una piastrinopenia. La situazione è stata ulteriormente aggravata da carenze nell’assistenza post-operatoria del paziente, al quale erano stati somministrati analgesici in dosi abbondanti senza alcun controllo delle sue effettive condizioni.

L’autopsia ha evidenziato come causa di tale emorragia lacci non a tenuta sull’arteria cistica, ovvero, che la legatura di tale vaso non fu eseguita correttamente, cedendo poco dopo l’intervento, con conseguenze irreparabili.

La causa dell’emorragia è stata individuata nel cedimento parziale dei punti di sutura a livello dell’arteria cistica. – Spiega l’Avvocato Gabriele ChiariniA tale condotta errata tenuta in sala operatoria, si sono aggiunte, inoltre, ulteriori condotte omissive colpose nella fase post-operatoria. Tra queste, il non aver indagato con la necessaria diligenza la causa dell’alterazione delle analisi del sangue, che indicavano una forte anemizzazione e non aver eseguito una TAC addominale, che avrebbe identificato tempestivamente la presenza il problema, permettendo ai sanitari di intervenire e, probabilmente, di salvare il paziente. Anche l’assistenza nelle ultime ore di vita dell’uomo si è rivelata inadeguata”.

Tenendo conto del danno biologico terminale e danno catastrofale patiti dal paziente deceduto, risarcibili iure hereditatis, e della sofferenza psicologica che la morte dell’uomo aveva causato nei figli, il Giudice ha stabilito per l’ASL 2 Savonese l’obbligo di corrispondere ai familiari del paziente un importante risarcimento, secondo quanto previsto dalle Tabelle del Tribunale di Milano, con onere complessivo a carico dell’Azienda di quasi euro 450.000, incluse spese, rivalutazione ed interessi. Non si esclude, tuttavia, un appello finalizzato a stigmatizzare ancor più duramente l’accaduto.

Comunicato Stampa

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