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Curiosità | 16 luglio 2020, 16:30

Alassio dice addio alle mascherine nel budello

Giro di vite sull'inquinamento acustico "per un coordinamento delle numerose iniziative che viceversa rischiano di creare disordine e confusione"

Alassio dice addio alle mascherine nel budello

No agli assembramenti e rispetto del "distanziamento sociale": il mantra non cambia ma da oggi Alassio dice addio all'obbligo delle mascherine nel centro storico, nel suo caratteristico "budello".​

"L'ordinanza emessa all'inizio di luglio, motivata dal significativo aumento dei flussi turistici - spiega Angelo Galtieri, vicesindaco di Alassio - è scaduta e, in considerazione dei dati confortanti sul fronte dell'emergenza sanitaria, abbiamo ritenuto di non rinnovarla. Permane il vincolo di responsabilità civica che vieta assembramenti e impone l'uso della mascherina qualora non fosse possibile garantire il distanziamento sociale di legge".

Giro di vite, invece, sull'inquinamento acustico attraverso una circolare inviata stamani all'Assoristobar, alla Confcommercio e alla Confesercenti.

"L'obbiettivo è quello di fornire strumenti di controllo e intervento rispetto ad assembramenti, schiamazzi ed episodi di intemperanza - spiegano dall'Amministrazione Comunale - e, nel contempo, di coordinare e promuovere attraverso le piattaforme comunali, gli eventi che i vari esercenti intenderanno organizzare per produrre un'offerta aggiuntiva rispetto alle proprie attività di somministrazione".

Sostanzialmente la circolare invita a richiedere i necessari titoli abilitativi previsti in materia di svolgimento di "attività musicali rumorose", il rispetto delle norme per il diritto d'autore e il divieto di assembramento.

"Al fine di fornire un calendario dell'offerta formativa a cittadini e turisti - si legge nella circolare - si invitano gli esercenti a comunicare con congruo anticipo le iniziative musicali all'ufficio commercio che, tramite lo Iat, provvederà a darne adeguata informazione turistica. A tal fine si raccomanda ai locali vicini di addivenire ad accordi al fine di evitare sovrapposizione di esibizioni che - disturbandosi a vicenda - non producono buona musica ma solo rumore".

"Lo strumento - concludono dall'amministrazione - non va inteso come un limite, ma anzi come supporto e coordinamento delle differenti iniziative nell'ottica di un'offerta il più completa e strutturata possibile".

Comunicato stampa

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