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Cronaca | 22 luglio 2020, 15:46

Truffa delle adozioni in Kirghizistan, il Pm chiede 7 anni e 6 mesi e 5 anni per le due imputate

Secondo gli inquirenti, i vertici dell’associazione “Airone” che era autorizzata ad operare nel settore dalla Cai (Commissione per le Adozioni Internazionali), mandavano le coppie in Kirghizistan con la promessa che la procedura per i bambini sarebbe stato semplice e veloce rispetto ad altri paesi esteri

Truffa delle adozioni in Kirghizistan, il Pm chiede 7 anni e 6 mesi e 5 anni per le due imputate

7 anni e 6 mesi per Silvia La Scala e 5 anni per Inna Troukhan.

Queste le richieste di condanna del Pubblico Ministero Daniela Pischetola che nella sua lunga e articolata requisitoria ha illustrato tutto l'iter del processo che vede coinvolte come imputate per la maxitruffa delle adozioni internazionali, l'allora presidente della onlus associazione Airone con sede ad Albenga e la bielorussa collaboratrice della Onlus che operava da Bergamo.

Nell'aula magna del Tribunale di Savona il pm ha specificato dettagliatamente il caso delle 21 famiglie coinvolte dalla truffa delle adozioni, partendo dai viaggi dal 2010 fino al 2013, gli incontri con le coppie e le cifre versate, le adozioni negli altri paesi oltre alle posizioni delle persone coinvolte e la chiusura della onlus. 

Secondo gli inquirenti, i vertici dell’associazione “Airone” che era autorizzata ad operare nel settore dalla Cai (Commissione per le Adozioni Internazionali), mandavano le coppie in Kirghizistan con la promessa che la procedura per i bambini sarebbe stato semplice e veloce rispetto ad altri paesi esteri. I bambini che però erano stati associati alle famiglie italiane non erano adottabili e, in alcuni casi, erano già stati dati a coppie statunitensi. Le coppie, aspiranti genitori che si erano affidati alla onlus ingauna, non sapendo a che cosa andavano in conto, continuavano a versare importanti somme di denaro.

Nel 2013, una esasperata coppia di Pisa, aveva deciso di denunciare quello che stava succedendo. Poco dopo erano arrivate denunce molto simili da Roma e da Bergamo.

Il caso aveva preso il via nel 2012 con l’arresto del ministro dello Sviluppo sociale del Kirghizistan, Ravshan Sabirov, della referente di Airone, Venera Zakirova, e la fuga di Alexander Angelidi, stralciata la posizione invece della vicepresidente della Onlus Orietta Maini che nel frattempo è deceduta.

Allora era spuntato un giro di affari e truffe di centinaia di migliaia di euro con visite ad orfanotrofi dove venivano mostrati agli aspiranti genitori bimbi in realtà non adottabili.

Nelle passate udienze erano state ascoltate le famiglie truffate, una testimonianza difficile la loro, sia per il carico emotivo nel dover rivivere il dolore privato in passato, sia perchè per loro era la prima volta in tribunale da testimoni.

Conclusa la requisitoria del Pm, gli avvocati difensori di La Scala e Troukhan, i legali Rosanna Rebagliati e Gianfranco Brancato hanno effettuato la loro discussione.

Le due donne sono accusate del reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe, con il Pm Pischetola che ha contestato anche l’aggravante della “minorata difesa”.

Luciano Parodi

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