Elezioni comune di Savona

Elezioni comune di Varazze

Elezioni comune di Loano

 / Cronaca

Cronaca | 31 gennaio 2017, 18:20

Truffa delle adozioni in Kirghizistan, Daniela e Oscar: "Non dimenticheremo mai Inazik, vorremmo solo sapere che sta bene"

Il racconto di una coppia di Albenga che si era trovata nel 2012 a voler intraprendere un percorso di adozione.

Truffa delle adozioni in Kirghizistan, Daniela e Oscar: "Non dimenticheremo mai Inazik, vorremmo solo sapere che sta bene"

Dopo il racconto di Fabio (vedi articolo al link LINK), anche Daniela e suo marito Oscar hanno raccontato la loro storia, quella del sogno di un'adozione sfumato poi in truffa.

Daniela e Oscar sono una coppia di Albenga che si era trovata nel 2012 a voler intraprendere un percorso di adozione.

“Eravamo alla prima esperienza e abbiamo guardato diversi enti, poi abbiamo scelto Airone perchè avevano la sede ad Albenga, nella nostra cittadina e abbiamo pensato che, in questo modo, potevamo essere più vicini ed in caso di pratiche da dover espletare in questo percorso essere più comodi. - spiega Daniela – Inoltre sapevamo che Airone aveva portato a termine diverse adozioni e ci fidavamo molto di loro”.

Ecco allora il lungo percorso burocratico tra carte e documenti fino alla chiamata del 2 luglio che comunicava l'abbinamento.

“Ricordo benissimo quella chiamata – racconta – ero a fare la spesa con mio marito e ci hanno detto che ci avevano abbinato la piccola Inazik  di soli 17 mesi, però dovevamo partire presto, dopo appena qualche giorno e così ci siamo affrettati negli ultimi preparativi pieni di gioia per poter andare a conoscere quella che sarebbe diventata la nostra bambina”.

Da qui il viaggio verso il Kirghizistan che si era appena aperto alle adozioni internazionali “Siamo stati gli ultimi ad essere partiti con Airone e forse per questo la nostra esperienza è stata ancora più traumatica. ” spiega Daniela.

Poi l'arrivo nella cittadina e la visita alla bambina sempre e solo all'interno dell'orfanotrofio e sempre con atteggiamenti bizzarri “Ricordo bene che eravamo come dei fuorilegge. Ci avevano avvertiti, già prima della partenza, di stare molto attenti e fare riferimento solo ai nostri referenti . Non capivamo i motivi di tanto mistero, ma era un progetto sperimentale, lo stato si era appena aperto alle adozioni e comunque noi ci fidavamo ciecamente di Airone”.

Tutte le stranezze, però, erano offuscate dal desiderio di conoscere la piccola Inazik e di portare a termine l'adozione il prima possibile “In quella settimana che siamo rimasti là andavamo a trovarla due volte al giorno, sempre in istituto. Avevamo notato  le lunghe attese in un furgone fuori dall'orfanotrofio e delle scuse che venivano addotte per non farci vedere la bambina come il fatto che piangeva, tuttavia eravamo speranzosi che presto il tutto sarebbe finito e che entro breve avremmo potuto portarla a casa con noi”

Continua Daniela: “Abbiamo fatto tutto il possibile per l'affidamento di Inazik convinti che sarebbe venuta a casa con noi”.

“Ricordo l'ultimo giorno. Ci hanno detto che non dovevamo mostrare affetto nei confronti dei bambini perchè poi si sarebbero affezionati e nel non ricevere più coccole avrebbero sofferto. Ho cercato di farlo, ma l'ultimo giorno prima della partenza mentre avevo la bambina in braccio l'ho salutata e le ho dato un bacio, nel giro di un mese saremmo tornati a prenderla per portarla a casa con noi, ricordo la direttrice dell'istituto che mi ha letteralmente strappato via la bimba buttandola nel suo lettino. Lei piangeva e noi fummo fatti allontanare. Nel mio cuore pensavo solo che presto l'avremmo portata a casa e le avremmo dato tutto l'amore di cui eravamo capaci per farle superare i traumi subiti”.

Così però non fu mai. A breve emerse la truffa, il raggiro ed emerse che quei bambini non erano adottabili, solo allora Daniela ed Oscar capirono che non avrebbero mai più visto Inazik

“Mi sono rivolta tante volte al CAI, loro dovevano controllare l'Ente, le adozioni, invece non lo avevano fatto, tante volte ci siamo recati a Roma per ricevere le spiegazioni e cercare di risolvere la situazione” racconta Daniela.

Il cuore spezzato, la paura nell'affrontare un nuovo percorso adottivo, ma al contempo la voglia di essere genitori, Daniela ed Oscar alla fine sono riusciti a recuperare alcuni documenti e a fare in modo di velocizzare l'adozione di un'altra bambina in un altro paese.

“In qualche modo siamo andati avanti, ma è stato come perdere una bambina e mai ci potremmo scordare di Inazik la cosa che ci affligge di più è quella di non aver mai più avuto notizie di lei. Speriamo che sia in una famiglia, che stia bene e sia felice, ora il desiderio più grande è proprio questo. . Io e mio marito in tante occasioni abbiamo provato ad informarci, purtroppo senza mai un riscontro”.

Il 2 febbraio il processo a Savona con l'ansia che questo comporta nel rivivere quelle drammatiche esperienze, ma la volontà che finalmente venga fatta chiarezza, che i responsabili vengano dichiarati tali e che mai più nessuno si trovi a dover vivere esperienze come quelle vissute dalle coppie coinvolte nella truffa.

Mara Cacace

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium