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Attualità | 25 ottobre 2020, 11:12

Carcare, terminati gli incontri con la cittadinanza per la messa in sicurezza del Bormida in via Abba

"L'amministrazione vuole valorizzare queste osservazioni. Ma vogliamo restituire spazio al fiume per la prevenzione di eventi alluvionali"

Carcare, terminati gli incontri con la cittadinanza per la messa in sicurezza del Bormida in via Abba

"L’obiettivo dell’intervento di messa in sicurezza del torrente Bormida, coerente con le Norme di Attuazione del Piano Assetto Idrogeologico del Po e grazie a uno specifico finanziamento regionale, è quello di ridurre e mitigare gli effetti della strettoia artificiale, in una zona urbanisticamente molto delicata e densamente abitata". Così l'amministrazione comunale di Carcare in una nota per fare il punto sul procedere dell'iter dei progetti di sistemazione e messa in sicurezza del Bormida nel territorio comunale.

Si legge: "Ci sono istanze dei residenti di via Abba che l’amministrazione comunale non intende assolutamente trascurare ma bensì valorizzare in maniera sostenibile, dando, da un lato, il corretto spazio al torrente per la sicurezza di tutti e migliorando, dall'altro, la qualità del vivere con azioni di riqualificazione urbana adeguate".

Spiegano dall'amministrazione De Vecchi: "Sensibilità umane, economiche e patrimoniali che, l’amministrazione comunale non vuole sottovalutare e che insieme ai residenti e ai tecnici vuole considerare tutte, non a caso gli 8 incontri organizzati dalla scorsa settimana con gli abitanti del quartiere per raccogliere istanze e problematiche".

"Risolvere il problema del 'collo di imbuto', in prossimità del ponte stradale della S.P.29, vuole dire ridurre i problemi del paese a monte di quel punto, ovviamente in caso di eventi alluvionali. Abbiamo visto tutti la crescita della frequenza degli eventi alluvionali estremi che si stanno susseguendo nei luoghi più imprevedibili, l’intervento ridurrebbe, a monte, lo stress idraulico a cui sono sottoposte le due passerelle e le arginature, ormai concettualmente superate e vecchie, andando a ridurre il rischio d’inondazione".

A tal proposito arriva una precisazione dall'amministrazione: "Non si agisce in quel punto per fare un torto agli abitanti del quartiere di via Abba, ma perché in quel punto c’è il problema al momento più serio, e in quel punto deve essere risolto per primo in quanto a valle dell’abitato, trovando un compromesso tra le esigenze dei residenti di cui abbiamo detto prima e le normative delle Autorità di Bacino in materia di sicurezza degli alvei dei fiumi e torrenti, normative che prevedono la necessità di restituire spazio ai fiumi. Ciò non esclude che in futuro altri interventi di messa in sicurezza e mitigazione dei rischi, dovranno essere fatti sull’asta del fiume anche a monte del Ponte Vecchio, sino al confine con Plodio e Pallare".

"Il fatto che accadano disastri anche nei luoghi dove già avvennero nel recente passato (si pensi al Tanaro) e dove già sono stati spesi milioni di euro per realizzare opere di difesa spondale (argini, briglie, soglie) dovrebbe aver reso evidente a tutti che la difesa del suolo ai tempi del cambiamento climatico richiede un approccio del tutto nuovo. E’ necessario restituire spazio ai fiumi. Questa è la filosofia più diffusa tra i tecnici che stanno lavorando alla revisione del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni e del Piano di Gestione Acque di tutte le 'Autorità di Bacino Distrettuali' a livello nazionale" aggiunge la nota.

"Carcare non può permettersi di andare in controtendenza, non affrontando adeguatamente condizioni di rischio per la pubblica e privata incolumità, nell’interesse dell’intera Comunità Carcarese" conclude l'amministrazione.

Redazione

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