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Attualità | 25 ottobre 2020, 09:12

Finale, messa in sicurezza delle strade: dalla prossima settimana saranno abbattuti alcuni pini marittimi

L'intervento riguarderà via Dante, via Madonna e via Lungosciusa. Frascherelli: "Decisione per tutelare la pubblica incolumità. Il verde urbano dev'essere consono alle città di oggi"

Alcune radici pericolanti tra via Madonna e via Conti Vacca

Alcune radici pericolanti tra via Madonna e via Conti Vacca

Dalla prossima settimana, se le condizioni meteo lo permetteranno, l’amministrazione comunale di Finale ha dato il via libera a una serie di interventi di abbattimento di pini marittimi classificati come rischiosi da parte degli agronomi incaricati.

Il sindaco Frascherelli spiega che particolare attenzione verrà posta sulla viabilità tra Finalborgo e Finalmarina, lato Pora: “Termineremo quanto iniziato gli scorsi anni su via Dante, ormai divenuto un percorso ad ostacoli con radici che invadono prepotentemente la careggiata creando un serio pericolo agli utenti della strada: prima di tutto la sicurezza dei nostri cittadini ed evitare che succeda nuovamente quanto avvenuto tre anni fa con il collasso di un esemplare, sempre in questa via".

"Abbiamo deciso di concludere un lavoro che guarda alla tutela della pubblica incolumità - prosegue il primo cittadino -, soprattutto in seguito alle relazioni degli agronomi ed in vista della sempre più necessaria riqualificazione dell’intera via. Come d’altronde ci richiede la Soprintendenza che, nell’autorizzare l’intervento, ne richiede in futuro un recupero".

Il progetto, in attesa di un finanziamento da circa 900 mila euro, prevedrà "nuovi sottoservizi, una pista ciclabile, un nuovo filare di alberature idonee ai centri abitati ed ovviamente nuovi marciapiedi e parcheggi. Come detto l’anno scorso in campagna elettorale vogliamo e dobbiamo aprire tale cantiere entro la fine di questo mandato” spiega il sindaco.

Gli interventi di messa in sicurezza stradale non si fermano a via Dante. A seguire saranno anche abbattuti i pini di via Lungosciusa, vicino al cavalcavia ferroviario. Anche in questo caso tali esemplari sono considerati pericolosi dagli esperti. Da tempo affogate nell’asfalto, ripreso più volte perché con radici devastanti per la circolazione e soprattutto per l’argine del fiume Sciusa, che rischiano di spingere sempre più verso il corso d’acqua, le radici creano un ostacolo ai molti pedoni che solcano la via in oggetto.

"In questo caso ripianteremo in viale Alessandria altri esemplari, ovviamente non più pini marittimi che in questi anni stanno creando disagi e pericoli in tutta la città" spiegano dall'amministrazione.

"Sempre a Finalpia abbiamo finalmente risolto un altro annoso problema legato ai pini - prosegue il primo cittadino Frascherelli -. In via Madonna e via Conti Vacca si stanno sostituendo alcuni pericolosi alberi con nuovi pini da leppo, ricostruendo un angolo verde ormai non più definibile tale, con inserimento di dissuasori stradali, panchine e alcuni parcheggi moto, assenti in zona. Vi sono molte altre situazioni di questo tipo che stiamo ancora valutando insieme agli esperti, come quella di via Calvisio o di San Bernardino. E tante altre causate da alberature private che dovranno agire come sta facendo la pubblica amministrazione”.

Si tratta di azioni decise ed importanti ad opera dell’amministrazione, sempre più orientata a risolvere situazioni legate al pericolo stradale: “Occorre agire orientati ad un verde urbano consono alle città di oggi. L’ufficio aree verdi sta costruendo in questi anni un percorso lungimirante che possa revisionare e rigenerare il patrimonio arboreo in passato poco considerato. Mai come in questi ultimi 6 anni son stati investiti denari e risorse per risolvere le molte problematiche relative al verde urbano. Di questo siamo molto fieri. Continua anche il monitoraggio di tutte le nostre alberature e continuano i trattamenti endoterapici ed in chioma sulle nostre palme colpite da punteruolo rosso (non solo le Canariensis) che sta continuando prepotente ad invadere il nostro patrimonio palmifero” conclude Frascherelli.

Redazione

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