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Politica | 12 gennaio 2021, 16:17

Finale, su Castelfranco intervengono "Le Persone al Centro": "Un relais a spese dei contribuenti: venga ritirato il bando"

"Una struttura ristrutturata con fondi pubblici per diventare museo si ritrova ad essere tutt'altro, in un'assegnazione con la ripetizione di errori vecchi e l'aggiunta di nuovi"

Finale, su Castelfranco intervengono "Le Persone al Centro": "Un relais a spese dei contribuenti: venga ritirato il bando"

"La vicenda della gestione di Castelfranco pare non abbia insegnato nulla all’Amministrazione, che torna sull’argomento con la stessa insopportabile superficialità dimostrata tre anni fa".

Entra così a gamba tesa il gruppo di minoranza "Le Persone al Centro" sulla querelle relativa al bando, ormai sempre più prossimo alla scadenza fissata per domani 13 gennaio, per l'affidamento della fortezza che domina Finalmarina.

"Che un finanziamento regionale di 1,1 milioni di euro, con una spesa ammessa di 1,5 milioni, per il 'Recupero della Fortezza di Castelfranco e la sua trasformazione in centro culturale e struttura Museale' finisse con l’essere finalizzato con un ristorante, una locanda, location per concerti e serate danzanti ed un servizio catering con un canone di soli 4mila euro all’anno pareva francamente una forzatura, nonostante l’impegno degli aggiudicatari" osservano dai banchi dell'opposizione.

"Per l’amministrazione il palese fallimento di quell’esperienza risiederebbe esclusivamente nella conflittualità tra i vari concessionari - continuano -, senza che un minimo di autocritica riesca ad emergere dalle dichiarazioni rilasciate".

"Purtroppo con il nuovo bando si tornano a commettere buona parte degli errori, questa volta senza il paravento dell’organizzazione di eventi di livello. Pur rimediando all’insufficiente canone originariamente previsto (42mila euro annui invece di 4mila) il bando ricade negli stessi errori e riesce anche nell’intento di commetterne alcuni nuovi" accusano.

"Nella precedente convenzione il ristorante avrebbe dovuto (espressamente) avere carattere accessorio alle attività culturali - spiegano dal gruppo rappresentato da Massimo Gualberti - circostanza rispondente alla destinazione del monumento e alle relative autorizzazioni, che non si è però manifestamente verificata dal primo momento. Con il nuovo bando scompare ogni profilo di complementarietà, per far divenire l’attività economica l’unico scopo della concessione: un castello che doveva diventare museo, diventa invece un 'Relais & Châteaux' a spese dei contribuenti".

"Questa volta, paradossalmente, sono invece le manifestazioni a diventare accessorie, con una generica riserva di 'un massimo di 12 eventi di particolare importanza' nel piazzale antistante al ristorante e l’organizzazione di 'un massimo di 10 eventi nel prato del Rivellino che verranno concordati con il concessionario ogni anno in sede di programmazione stagionale. Nessuna specificazione se gli eventi vadano intesi come singole giornate ovvero indipendentemente dalla loro durata, come andranno trattate tutte le fasi preliminari di montaggio delle attrezzature, le prove, il check sound, la realizzazione di strutture permanenti come palchi, poltrone e così via. Insomma le stesse criticità che hanno sostanzialmente determinato il fallimento della precedente esperienza, questa volta con una posizione contrattuale decisamente più forte di chi andrà a gestire le attività economiche e che non mancherà di produrre i propri deteriori effetti sugli scampoli di eventi rimasti" proseguono.

"A coronare la scarsa attenzione mostrata, brilla poi la mancata previsione di una custodia notturna della struttura monumentale, con gli ospiti della locanda e non solo liberi di scorrazzare durante la notte all'interno della stessa, senza controllo alcuno, videosorveglianza compresa" aggiungono.

Nemmeno le tempistiche, come sottolineato già dall'associazione E20, convincono: "Menzion d’onore, poi, per il tempismo con cui il bando viene promulgato: in piena crisi economica, mettere alla porta i concessionari e sperare di trovare nuovi investitori è un considerevole azzardo".

"Per non ripetere gli stessi errori auspichiamo che il bando, così come è stato delineato, venga prontamente ritirato e ripensato, considerando come la concessione di un Castello non possa certo essere assimilata a quella di un qualunque altro bene pubblico" conclude la nota de "Le Persone al Centro".

Redazione

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