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Solidarietà | 24 gennaio 2021, 08:00

L'ANPI di Noli: "Anche senza eventi in presenza è più che mai importante celebrare la Giornata della Memoria"

Anche Voze fu al centro della barbarie nazifascista. Il parroco della frazione nolese fu fatto prigioniero al Priamar

L'ANPI di Noli: "Anche senza eventi in presenza è più che mai importante celebrare la Giornata della Memoria"

"Noi ci siamo... Noi ricordiamo". Con queste parole la sezione di Noli dell'ANPI celebra la Giornata della Memoria. Ricordano gli esponenti nolesi dell'associazione antifascista: "Anche in questo anno cosi particolare e difficile, ci apprestiamo a celebrare la "Giornata della Memoria". Non sarà possibile partecipare a commemorazioni o eventi pubblici, ma tutto ciò non deve impedirci di ricordare e riflettere sull'importanza di questa ricorrenza. Il 27 gennaio 1945 i cancelli di Aushwitz vengono abbattuti dalla 60esima Armata dell'esercito sovietico.

Questa data viene quindi eletta come simbolo della fine della persecuzione del popolo ebraico, e l' Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 1 novembre 2005 indice la Giornata Internazionale della Commemorazione delle Vittime dell'Olocausto, e la condanna di ogni forma di intolleranza, odio o persecuzione verso comunità e persone differenti per religione ed etnia. Già cinque anni prima , il 20 luglio 2000, l' Italia approva la legge 211, che istituisce il 27 gennaio "Giorno della Memoria", commemorazione non solo della Shoah , ma di tutti gli esseri umani, ebrei e non, uccisi, deportati, imprigionati, e di tutti coloro che si opposero alla "soluzione finale" voluta dal nazismo .

La sezione ANPI di Noli vuole ricordare, in questa giornata, che anche la nostra piccola comunità ha pagato un tributo altissimo alla follia umana. Il 6 luglio 1944 a Voze , piccolo borgo sulle alture di Noli ,un gruppo di uomini viene arrestato con l' accusa di essere renitenti alla leva e di appartenere a formazioni partigiane .

Anche il parroco, don Carlo Carretta, viene arrestato perché accusato di aver dato loro rifugio. Condotti nel carcere di Savona , dopo un processo sommario , 5 vengono fucilati sulla Fortezza del Priamar, ( Martiri di Voze 14 luglio 1944 ) altri liberati, tra cui anche il parroco.

Quattro di loro invece partiranno da Bolzano il 7 settembre 1944 , sul "Convoglio 81", diretti in Germania . Giulio Avena , Giuseppe Baracco ,Guido Ganduglia moriranno nel campo di concentramento di Flossemburg , Attilio Minetti perderà la vita a Hersbruch. Anche Saliva Natale, operaio , subì lo stesso destino.

Deportato a Fossoli , trasferito a Mauthausen ed infine a Gusen dove morirà nel marzo del 1945. Il ricordo di quell' orrore deve arrivare alle odierne e future generazioni , perché la memora è necessaria , dobbiamo ricordare , perché le cose che si dimenticano possono ritornare : è il testamento che ci ha lasciato Primo Levi".

Comunicato stampa

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